PlayStation 5 è realtà: dal remake di Demon's Souls al nuovo Spider-Man, uno sguardo a tutte le novità | Speciale
La tanto attesa presentazione di PlayStation 5 e del relativo software è arrivata, permettendoci di avere una finestra su quello che sarà la next-gen
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Subito dopo averci annunciato l'esistenza di Gran Turismo 7, che dovrà compiere un passo indietro rispetto a quanto visto nel precedente capitolo, si passa a un altro grande annuncio lato platform, una IP che ha sempre accompagnato PlayStation nelle ultime generazioni: Ratchet & Clank. Tutto nuovo, un titolo completo, interdimensionale, con un personaggio totalmente inedito che affiancherà il duo, un Lombax donna, che incontra improvvisamente Clank dopo un salto tra diverse dimensioni. Come dichiarato da Insomniac, il personaggio potrà passare da un pianeta all'altro istantaneamente, diversamente da quanto accadeva nella serie originale: una feature che è figlia dell'ammodernamento tecnico della console.
Ratchet ha mantenuto la sua chiave inglese, ma ora può sia spostare gli oggetti che muoversi da una piattaforma all'altra. Un platform che promette di spremere alla grande l'hardware PlayStation, diversamente invece da quanto farà Sackboy, lo spin-off di LittleBigPlanet che ci presenta un platform isometrico che non sembrava dovesse aver bisogno del nuovo hardware per dire la sua.
Spazio anche a Square-Enix, che in maniera del tutto inaspettata ha presentato il suo Project Athia, sviluppato con il Luminous che era stato creato per Final Fantasy XV: l'annuncio poteva far pensare al leakato Final Fantasy XVI, ma il titolo sembra molto più votato all'action e poco a quella natura da jRPG che conserva la serie ideata da Hironobu Sakaguchi. Resta quindi ancora molto fumoso, oltre a sapere che il titolo è stato sviluppato esclusivamente per PlayStation 5.
Altro titolo ancora pieno di nebbia è il nuovo gioco di Annapurna, che presenta Stray, un action-adventure che ci mette nei panni di un gatto all'interno di uno scenario sci-fi, popolato da robot e che richiama molto il retrofuturo che stiamo vedendo in ambientazioni stile Alita o Blade Runner, citando anche Love, Death, Robots, la serie pubblicata su Netflix lo scorso anno: il titolo sembra molto affascinante, così come Annapurna ci ha insegnato negli anni, ma servirà capire il gameplay prima di potersi esprimere adeguatamente.
PlayStation 5 segnerà anche il ritorno di Abe, con il suo meraviglioso mondo di Oddworld: il titolo, dal punto di vista grafico, non sembra eccessivamente next-gen, ma la IP resta una delle più care al pubblico Sony, partendo dalla primissima PlayStation, quindi Soulstorm sarà un ottimo modo per tornare in quel mondo che ci spingeva a dare ordini agli altri nostri simili, per portarli alla salvezza. Tocca poi a Shinji Mikami, papà di Resident Evil, che prova di nuovo a disturbarci portandosi nella sua Tokyo, quella piena di demoni e che dovrà essere salvata con un atipico titolo in prima persona, un unicum nella carriera del game designer giapponese. Ghostwire Tokyo proverà a proporci un atipico action che riesce a unire combattimenti a distanza e melee, ma senza aver mostrato nulla dello scenario e dell'ambientazione resta ancora molto da esplorare, per scongiurare il pericolo di ritrovarci dinanzi a un gioco ad arene, piuttosto che adibito all'esplorazione come ci ha insegnato a fare Raccoon City.
Poi, all'improvviso Bluepoint sgancia, insieme a Japan Studio, Demon's Souls, remake del primissimo titolo di FromSoftware che aveva inaugurato la serie dei soulslike, il capostipite di un genere che tornerà con una grafica moderna e pronto a conquistare quella schiera di appassionati che su PlayStation 3 aveva assaporato le primizie seminate da Miyazaki. Era nell'aria, quindi dirsi sorpresi sarebbe banale, ma è chiaro che non si può non restare indifferenti dinanzi alla decisione di rievocare l'inizio di tutto ed esaltare la genesi del genere soulslike.
Non da meno, però, l'annuncio di Resident Evil VIII, che dopo il remake del 2 e del 3 non poteva non continuare la cronologia d'uscita del survival horror per eccellenza, che ancora una volta ci porta in uno scenario e un'ambientazione molto particolare, che sbanda da un mondo innevato a un villaggio con degli interni barocchi. Un'atmosfera affascinante che sbarcherà nel 2021 su PlayStation 5.
Ciò che invece ci ha abbastanza sorpresi, in negativo, è il voler inaugurare la conferenza con Grand Theft Auto V: Rockstar continua a mungere una mucca che ha oramai esaurito le forze, ma che deve continuare a produrre profitto. Per questo arriverà nel 2021 in una versione migliorata e potenziata. Poteva essere una buona occasione per presentare una grande novità, invece di continuare a riproporre un titolo oramai stremato.
Poco convincente, invece, questo annuncio che equivale a una promessa di realizzare qualcosa senza però dirci effettivamente cosa. Totalmente ispirato a Death Stranding, la nuova proposta di Capcom porta il nome di Pragmata, in pieno stile Hideo Kojima, ma con pochissima praticità dalla sua parte e un'ambientazione troppo abbozzata e davvero troppo derivata da quel successo mancato che è stato il titolo con protagonista Norman Reedus.
Molti contenuti, insomma, nella conferenza Sony, con una carrellata di prodotti non sempre congrui tra di loro, creando delle dissonanze tra titoli di primissima fascia e indie che hanno fatto capolino tra i vari titoli tripla A. Bilancio in ogni caso positivo, perché i titoli annunciati sono tanti: non si è visto il nuovo God of War, non si è visto l'atteso remake di Silent Hill e qualche altro assente si conta. Dei venticinque titoli mostrati, però, forse poco più della metà meritava davvero questo palcoscenico tanto atteso.