Spider-Man: Far From Home mette in scena l'evoluzione del concetto di responsabilità
Spider-Man: Far From Home segue nuove strade rispettando pienamente il nucleo di valori dell'eroe
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Stan Lee non c'è più, ma la sua idea di storia sopravvive con grande forza anche al cinema, non solo sulle pagine dei comics. Spider-Man è ancora definito dal suo senso di responsabilità e dalla necessità di imparare, nella vita, a prendersene carico. Ma il modo di guardare al concetto è tanto in continuità quanto in evoluzione.
Per un appassionato di fumetti, questo capitolo cinematografico è tanto distante da ciò che conosce quanto gioiosamente rispettoso di tutto ciò che rende Peter Parker il personaggio che ama. Anche più che in passato. Perché si aggiungono due elementi fondamentali, perfettamente posizionati in questo film: la fiducia e il senso di colpa.
Se Tony Stark è sin dalla prima apparizione di Peter nell'Universo Cinematografico Marvel una strana figura paterna, dopo gli eventi di Avengers: Endgame ha lasciato un vuoto nella vita del giovane eroe paragonabile a quello di Zio Ben. Intelligentemente, i Marvel Studios non ci hanno riproposto il personaggio del marito di Zia May per la terza volta sul grande schermo; il ruolo di Iron Man e il suo sacrificio sono perfetti per sostituirlo e consentire a Spider-Man di mantenere un elemento fondamentale della sua identità. La morte di Stark è costante nella coscienza del protagonista, con la storia che si apre e si incardina sulla sua eredità, determinando colpi di scena e agnizioni del film. La nuova vita di Peter, quella di super eroe che deve diventare consapevole e responsabile, inizia da qui. Sinora ha vestito i mutandoni rossoblù quasi sotto tutela, sotto osservazione. Sfruttare il fatto che il suo tutore fondamentale sia perduto per dare un nuovo corso agli eventi è un'idea funzionale e appassionante, che permette di aggiornare al quadro generale dell'MCU il suo parallelo fumettistico: così diverso eppure così simile.
"Fortemente dinamico, spettacolare e che sprizza gioia da tutti i pori per il fatto di avere per le mani un personaggio che si muove in quel modo, che ha un linguaggio del corpo iper-reattivo."Molto concentrato sui suoi temi fondamentali, il film ci porta quindi in un viaggio ritmatissimo, scandito dall'umorismo tipico della Marvel e necessario al personaggio di Peter, sottolineato anche in questo caso dalla sua fondamentale inesperienza e dalla sua inadeguatezza anche anagrafica al ruolo che ricopre. Spider-Man è da sempre un impacciato giovanotto di genio e senza la capacità di arrendersi, che fa sempre quello che è giusto, ma alla fine: andando per tentativi, fallendo e poi rialzandosi. Non tanto perché l'avversario è oltre la sua portata, ma perché lui stesso è allegoria della crescita, di quanto tutti noi siamo stati degli sfigati, ognuno a proprio modo, e abbiamo dovuto accettare i vuoti della nostra formazione per colmarli.
Punti deboli della pellicola? Una trama che dà molto per scontati i dettagli, risultando qua e là un po' affrettata in alcuni passaggi, ma non a scapito della sua capacità di appassionare. Ci sono tante, davvero tante cose in questa storia, era inevitabile che gli angoli risultassero un po' smussati. Non sempre la regia coglie al meglio l'azione, soprattutto nella prima metà del film. E tuttavia rende felici i fan dello Spider-Man tratteggiato nel gran finale, fortemente dinamico, spettacolare e che sprizza gioia da tutti i pori per il fatto di avere per le mani un personaggio che si muove in quel modo, che ha un linguaggio del corpo iper-reattivo. A tratti, sembra di vedere le tavole di Erik Larsen e Mark Bagley prendere vita davanti a noi. Bella sensazione.
Aggiungete a tutto questo la più coraggiosa e sorprendente scena post-credit della storia Marvel, con tanto di regalone importante al nostro cuore nostalgico di lettori e di cinefili, e avrete di fronte un gran secondo capitolo dell'epopea cinematografica di Spider-Man, che ha trovato una formula classicissima nel rispetto di quella del materiale originale e nella gestione delle particolarità del grande schermo.
Per ora, siamo ammirati e non vediamo l'ora di vedere il Peter Parker di Tom Holland nuovamente in azione.