Vite Digitali: Ori and the Blind Forest e la straordinaria luce del suo protagonista | Speciale
Nell'episodio di questa settimana di Vite Digitali, abbiamo l'onore di avere ospite il luminoso protagonista di Ori and the Blind Forest
Ori and the Blind Forest, infatti, presenta una trama interessante e, per quanto non si tratti di un titolo prettamente narrativo, diretta magistralmente. I primi minuti di gioco, nonostante la bidimensionalità che contraddistingue l'opera, riescono a trasmettere forti emozioni grazie a un ritmo elegante e raffinato. In aggiunta alla storia, troviamo anche un'atmosfera magica e affascinante, coadiuvata da un comparto grafico e sonoro semplicemente al top per questa tipologia videoludica. Fiore all'occhiello di tutta la produzione, però, è il piccolo Ori e il gameplay costruito attorno alla sua luminosa identità. Giocare al titolo Moon Studios è una sfida costante, che spinge il giocatore ad adattarsi costantemente al mondo che lo circonda e che sembra disposto a fare qualsiasi cosa pur di porre fine alla vita della piccola creaturina di luce.
La storia di Ori ha inizio quando, durante una terribile tempesta, il nostro protagonista viene separato dall'Albero Spirito, per finire nel bel mezzo della foresta di Nibel. Trovato da Naru, una massiccia creatura dall'animo nobile, Ori verrà portato in salvo e avrà così inizio la sua nuova vita nel bosco. Le cose, però, sono destinate a cambiare quando una misteriosa carestia sembra aver colpito gli alberi, spingendo il piccolo Ori a indagare su cosa possa essere accaduto.
Come avrete ormai capito, l'eroe di luce ideato dal team austriaco dovrà mostrare tutto il proprio coraggio per sconfiggere il male che avvolge Nibel e per trovare il proprio ruolo nel mondo. Gli sviluppatori hanno pensato Ori come un personaggio in grado di accogliere le psicologie dei vari giocatori, ma, allo stesso tempo, dotato di un carattere ben definito. Non ci troviamo di fronte, quindi, a un vero e proprio avatar dell'utente, come può accadere in alcuni giochi di ruolo, ma più semplicemente a un personaggio interpretabile. Anche il sesso della creaturina, per esempio, non è mai stato precisato dai dev, in modo che i giocatori possano immedesimarsi in ogni caso nel protagonista.