Chrono Tintin #17: Uomini sulla Luna
Uomini sulla Luna porta Tintin sulla superficie del satellite: un'avventura sorprendente e con un finale adrenalinico
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Proseguendo la vicenda iniziata con Obiettivo Luna, il diciassettesimo volume di Tintin porta nello spazio il gruppo di personaggi dopo i lunghi preparativi dell'episodio precedente.Oltre alla squadra designata a raggiungere il satellite terrestre, a bordo del razzo sono rimasti - per un equivoco - anche i Dupondt, mettendo a rischio la scorta di ossigeno che era stata calcolata per quattro persone e un cane.
I Dupondt sono il consueto contrappunto comico, grazie anche alle persistenti conseguenze della sostanza assunta alla fine di Tintin nel Paese dell'oro nero. Ma i toni e le atmosfere di quest'albo sono particolarmente ricchi: com'è prevedibile, in Uomini sulla Luna il sense of wonder creato da Hergé raggiunge il suo apice con una rappresentazione convincente e incantevole dell'esplorazione lunare.
Ciò che risulta davvero sorprendente è però la fase conclusiva della storia, ricca di colpi scena e pathos, con l'angosciante ritorno verso la Terra, una vera e propria corsa contro il tempo in assenza di ossigeno. In questa cavalcata finale è il Professor Wollf a rubare la scena ai protagonisti: prima uccidendo Jorgen e poi sacrificandosi per il senso di colpa; l'omicidio e il suicidio sono due scene che avrebbero potuto facilmente essere rappresentate in modo sensazionale, ma l'autore le affronta in modo elegante e delicato, raccontando entrambe fuori dall'inquadratura.
CHRONO TINTIN:
COMICS VS. MOVIES: