I Marvel Studios sono tornati, dopo un lungo periodo di stop determinato dalla pandemia, e proprio oggi, 15 gennaio, rientrano nelle case degli abbonati Disney+ di tutto il mondo. Lo fanno con una miniserie TV attesissima, WandaVision, con cui scopriremo il destino di due dei personaggi più tragicamente colpiti dagli eventi di Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

 

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Si dà il caso che questo progetto così particolare e dalle premesse anticonformiste, come molti degli elementi che abbiamo visto far parte dell’Universo Cinematografico Marvel, abbia le sue radici in alcune delle storie più felici, in termini di qualità, che abbiamo visto sui fumetti negli ultimi anni, nonché in vicende e rapporti tra il personaggio di Scarlet, anche nota come Wanda Maximoff, e il sintezoide Visione approfonditi e dipanati in anni di storie. La loro storia d’amore non è nata sul grande schermo ma sulle pagine degli albi Marvel. Ripercorriamone assieme le tappe fondamentali.

Siamo nel pieno degli anni Settanta quando Wanda e Visione sono compagni di squadra negli Avengers. Entrambi hanno debuttato come fieri avversari degli Eroi più potenti della Terra, per poi cambiare bandiera ed entrare a far parte del gruppo. Apparentemente non potrebbero essere più distanti: lei una donna compromessa con il mondo dell’occulto e della magia, lui un essere sintetico, figlio della scienza, dotato però dalla tecnologia di una personalità umana.

Può una persona in carne e ossa innamorarsi di una macchina e di un’intelligenza artificiale? Qualche decennio prima del film Her, l’Universo Marvel risponde di sì. Per anni, Wanda e Visione sono una coppia felice di super eroi, come ce ne sono tante negli universi del Fumetto americano e come non ce n’è nessun altra, data la bizzarria del loro ménage. Ma sappiamo bene che il bizzarro è pane per la Casa delle Idee, così Wanda e il suo amato finiscono per sposarsi. Siamo nel 1975 quando accade, sulle pagine di Giant-Size Avengers #4.

C’è un grande maestro come Steve Englehart ai testi, un autore dalla sensibilità e dalla capacità di utilizzare i super eroi e le loro contraddizioni morali e personali come tema delle proprie storie. Non stupisce che la storia che porta al coniugio tra la strega e l’androide anticipi molto dei temi che caratterizzeranno poi il loro amore: la passionalità della maga a contrasto con la natura di macchina di Visione, la magia che si mette di traverso nella persona dell’arcidemone Dormammu, che prende il controllo di Wanda, la fatica del sintezoide a vedersi come un uomo a tutti gli effetti sono tutti temi presenti in questa avventura, la quale vede però i due trionfare e, almeno per ora, anche il loro amore. Gli eroi si scambiano le promesse e danno il via a una vita piuttosto complessa: dividersi tra famiglia e missioni e, in più, trovare un equilibrio e una forma di normalità nella relazione tra donna e macchina.

 

Matrimonio

 

A complicare le cose c’è il personaggio di Wonder Man. Il super eroe e star di Hollywood è infatti, per così dire, il donatore della personalità di Visione, i cui schemi di comportamento sono mutuati, sostanzialmente, da quelli di Simon Williams. Potremmo dire che i due condividono la stessa personalità. Infatti entrambi si troveranno innamorati di Wanda. Immaginate la confusione: amate una macchina per la sua personalità e scoprite che essa abita anche in una persona in carne e ossa. Certamente non un pensiero che rende semplice la scelta di stare con Visione. Wanda sarà il perno di un triangolo amoroso piuttosto complesso da far quadrare e che darà vita a una serie di situazioni spigolose.

Per quanto difficile, comunque, il rapporto tra Visione e Scarlet prosegue a lungo e sopravvive fino agli anni Ottanta, quando l’androide diventa sostanzialmente il capo degli Avengers e poi decide di fondare un secondo super gruppo: gli Avengers della Costa Ovest. I due, inoltre, hanno da qualche tempo due figli. Gemelli, i neonati sono stati accolti dalla coppia con gioia, ma sono anche fonte di preoccupazione per gli amici eroi: dato che Visione è un essere artificiale, chi è il padre dei due bimbi.

Proprio in questo periodo, la stranezza del rapporto tra i due e le contraddizioni che porta con sé vengono a galla nella maniera più tragica. In breve tempo i travagliati innamorati sono feriti dalla perdita, da parte di Visione, della propria personalità. Durante una missione, perde sostanzialmente la capacità di provare ed esprimere sentimenti. Wanda, addolorata e sempre meno stabile, si trova a rivelare ai propri compagni che i gemelli sono stati creati grazie alla magia e ai poteri innati che le consentono di alterare le probabilità degli eventi e, per esteso, la realtà attorno a sé. In più, si scopre che la creazione dei bambini è avvenuta tramite la sottrazione di due anime al controllo di Mefisto, sostanzialmente di Diavolo in persona dell’Universo Marvel, il che rende la prole della stranissima coppia oggetto del desiderio di demoni e occultisti.

 

Bambini

 

C’è John Byrne, in questo periodo, a scrivere e disegnare le storie degli Avengers, che non vedono la famiglia di Visione e Scarlet trovare pace. Mefisto intende vendicarsi del furto di anime compiuto da una Wanda sempre meno in controllo di sé. Il demonio sfida la strega e sembra riuscire a distruggere i due bambini mai nati, le cui anime finiranno per reincarnarsi in altri corpi e crescere come i super eroi noti come Wiccan e Speed. Il trauma è enorme, reso ancor più doloroso dalla sostanziale assenza, per quanto incolpevole, del marito.

Scarlet cade preda della depressione. Per tentare di aiutarla, la strega Agatha Harkness cancella dalla sua mente la memoria dei figli perduti, la quale però non abbandona l’animo di Wanda, che finirà ben presto per recuperarne il ricordo a causa della fluttuazione dei suoi poteri e dei piani del criminale temporale noto come Immortus. Il trauma terribile viene nuovamente sepolto e per qualche tempo, le difficoltà paiono addirittura superate. Visione riacquista la propria personalità e i due sembrano riappacificarsi e trovare un nuovo equilibrio, ma le cose sono destinate ad esplodere nuovamente.

A causa di un commento improvvido dell’amica Janet Van Dyne, anche nota come Wasp, Wanda recupera in maniera improvvisa e traumatica la memoria della perdita dei figli. Il dolore e la frustrazione di non poter essere madre, la manipolazione che ha subito dai suoi stessi alleati, per quanto ben intenzionati, le ferite di un passato tragico e di un amore apparentemente impossibile e contrastato da una realtà che non vuole accettare la fanno impazzire e la portano ad alterare terribilmente la realtà. Wanda si macchia, più o meno consapevolmente, delle azioni che porteranno al ciclo Avengers divisi. I suoi alleati saranno costretti a scelte traumatiche pur di porre fine alla minaccia che rappresenta e che rappresenterà anche in occasione di House of M, quando la sua instabilità verrà sfruttata per cancellare dalla faccia della Terra l’intera razza mutante.

Per lei e Visione seguiranno anni in cui la distanza li manterrà sostanzialmente più stabili. Il loro amore è apparentemente finito. O almeno così pare. Perché, se Brian Michael Bendis, nei primi anni Duemila, ha mostrato ai lettori Marvel le conseguenze terribili del desiderio di maternità e normalità della strega, sarà un altro grande sceneggiatore, Tom King, a mostrarci nel 2016 l’altro lato della medaglia, ovvero la personalità di Visione.

Nella celebrata maxi-serie Vision, che King firma con Gabriel Hernandez Walta, vediamo il sintezoide, nuovamente membro degli Avengers, gestire a modo suo la perdita di Wanda e del suo amore, nonché il desiderio bruciante di essere un vero essere umano, di essere percepito come tale. Una necessità che lo porta a crearsi una famiglia apparentemente perfetta, una moglie servizievole e adorante, due figli sintezoidi che vanno a scuola e cercano di vivere una vita normale, nello sconcerto dei vicini sospettosi e impauriti. Lo spettro di Wanda e la sua memoria non sono lontani e si manifesteranno in maniera, ancora una volta, tragica.

Proprio quest’ultimo ciclo di storie, premiato con un Harvey Award e un Eisner Award, sembra poter fare da ispirazione a WandaVision. La ricerca ossessiva di una normalità negata sin dalle premesse, l’apparenza artificialmente perfetta sovrapposta alla realtà dolorosa e impossibile da accettare, la follia di una situazione che si estende a quella della mente sono riconoscibili dai trailer della serie.

Li troveremo, in effetti anche nelle puntate di WandaVision? Stiamo per scoprirlo tutti assieme.

 

Visione Scarlet