Hannibal: la nostra intervista a Mads Mikkelsen
Ecco la nostra intervista a Mads Mikkelsen, realizzata in occasione del lancio della seconda stagione di Hannibal su Mediaset Premium
A rispondere alle nostre domande è stato proprio lui, l'indiscusso protagonista della serie creata da Bryan Fuller: Mads Mikkelsen. Fisico atletico ed elegante che tradisce il suo passato da ballerino, sguardo profondo ma dotato di una dolcezza che riesce a mascherare bene nel ruolo del perfido cannibale Hannibal Lecter, questo talento venuto da Copenhagen porta con gran classe i suoi 49 anni.
Come ti trovi a Firenze?
Mads Mikkelsen: Bene, benissimo. La città è meravigliosa, il tempo è splendido.
M.: Ti assicuro, per me questa è estate!
Cosa si prova a dover portare di nuovo sullo schermo un personaggio noto non solo per la sua fama letteraria, ma perché altri attori l'hanno già interpretato prima di te?
Il personaggio glaciale, raffinato e calcolatore di Hannibal si avvicina in qualche modo a te?
M: La sceneggiatura è la Bibbia, quindi mi avvicino a ogni personaggio attraverso di essa. Da lì, traggo la mia ispirazione, e cerco sempre di trovare, nei ruoli che interpreto, qualche punto di contatto con me. È chiaro che quest'uomo ha una modo di approcciare la vita che è incredibile, ma probabilmente è anche l'uomo più felice che mi sia mai trovato a interpretare. Sa chi è, fa ciò che tutti dovremmo fare... ovviamente non nelle sue stesse modalita: coglie l'attimo e vive la vita giorno per giorno. Ogni momento è prezioso per lui, ogni istante deve essere fantastico. Non c'è tempo per la cattiva musica, per per cattivi amici o per cattivo cibo. Ogni cosa dev'essere immacolata, perfetta. Ha questo passatempo un po' particolare dell'assassinio e del cannibalismo che non ho potuto avvicinare direttamente a me, ed ho dovuto separarlo dal resto per renderlo bello, perché è la parte più orribile di questa persona. Nella mia mente, Hannibal non è un sociopatico, ma un angelo caduto. È un superuomo. Vede la bellezza dove tutti gli altri vedono orrore, e questo fa di lui un angelo caduto, una persona convertita al male.
Alla fine di Mizumono, Hannibal si sente tradito da Will, dall'unica persona di cui si fosse davvero fidato, ma non lo uccide - benché ci vada molto vicino. Inoltre, dopo averlo accoltellato, pronuncia una frase fortissima: "Ti perdono, Will". Dobbiamo credergli?M: Credo fosse naturale che la seconda stagione avesse un epilogo piuttosto violento, ma al tempo stesso penso che tutto ciò che dice Hannibal sia vero. Egli non mente mai: può dare colori e sfumature differenti alle frasi che dice, ma non è mai bugiardo. Qualunque emozione sia trapelata da quella frase, era sincera. Quello che ha subito è davvero un tradimento, ma non riesce a staccarsi da Will; ne è talmente affascinato da esserne ossessionato, e questo è il motivo per cui non l'ha ucciso.
Il rapporto tra Hannibal e Will è stato più facile da rappresentare dato che tu e Hugh Dancy vi conoscevate già dai tempi di King Arthur?
Se dipendesse da te, come vorresti proseguisse questa serie?
M: Ci sono moltissimi eventi nei romanzi della saga di Hannibal Lecter, e noi non abbiamo ancora adattato nessuno dei libri. Arriverà molta roba interessante nella terza stagione a questo proposito. Il punto è riuscire a tenere alto l'interesse e il livello della serie. Le prime due stagioni raccontano un gioco di dinamiche stile gatto e topo tra Hannibal e Will, che culminano nel finale che abbiamo visto; questa terza stagione ha un'atmosfera molto diversa, il che è una svolta interessante per la serie; se i twist continueranno a essere ben scritti e a tener viva la serie, sarò felice di andare avanti. Se la serie inizierà a ripetere se stessa, dovremo semplicemente guardarci negli occhi e dire: "È il caso di finirla qui". Ma so che Bryan [Fuller, ndr] è un uomo intelligente, non consentirebbe mai che avvenisse una cosa del genere.
M: Beh, il loro papà è già stato un vichingo con un occhio solo, un omosessuale, un macellaio di Copenhagen... ho sempre fatto cose fuori dall'ordinario di fronte ai loro occhi. I miei figli, Viola e Carl, hanno rispettivamente ventidue e diciassette anni, quindi sono abbastanza cresciuti; guardano The Walking Dead, e più il mio lavoro diventa folle e più diventa bello ai loro occhi.
Gran parte del fascino di Hannibal è dovuto al fatto che è un bravissimo chef. Peraltro, gli episodi di questa terza stagione avranno titoli di piatti italiani. Ti piace cucinare? Ami la cucina italiana?
