The Expanse, Steven Strait: "Nella quinta stagione Holden è un leader, seguirne l'evoluzione è incredibile"
Steven Strait presenta la quinta stagione di The Expanse svelando la situazione di Holden e parlando dell'esperienza vissuta sul set della serie sci-fi prodotta da Amazon
I protagonisti saranno infatti divisi e a bordo della Rocinante l'amtosfera sarà molto diversa rispetto al passato: Holden è ormai una celebrità e un leader e il suo rapporto con Naomi (Dominique Tipper) si è lasciato alle spalle molti problemi. Per il personaggio affidato a Strait, tuttavia, ci saranno ancora sfide e problemi, non solo personali da affrontare.
Ecco cosa ci ha raccontato l'attore durante una roundtable con la stampa che ha permesso, inoltre, di delineare un bilancio dell'esperienza vissuta grazie alla serie che si concluderà con la sesta stagione.
Ciò che è stato fantastico nell'interpretare Holden tutti questi anni, specialmente essendo un fan dei libri prima che si sapesse che sarebbero stati adattati in una serie tv, è la possibilità e la promessa di mostrare l'evoluzione di un leader in un modo realistico. Nella quinta stagione, e in parte della quarta, lo vediamo con i piedi per terra come mai accaduto prima. Si tratta dell'evoluzione iniziata con la prima stagione, ha sempre avuto una certa etica, ma non si è mai trovato in una situazione di affrontare le responsabilità che si trovava a gestire ed era sopraffatto, ci sono stati molti momenti in cui ha avuto paura e anche alcuni davvero brutti. Come attore è stato fantastico poter mostrare la sua crescita superando queste emozioni e le sue cadute, quella forza e umiltà. Nella quinta stagione penso che vedremo Holden in una situazione molto più sicura per quanto riguarda le sue responsabilità, dopo tutto quello che ha vissuto, ma è anche molto preoccupato per quanto riguarda cosa è accaduto dopo l'apertura degli Anelli e questa "corsa all'oro" che è iniziata perché sa cosa c'è lì fuori, ciò che ha ucciso i creatori della protomolecola e l'intera civiltà rappresenta la più grande minaccia per l'umanità. Con Miller che se ne è andato Holden è l'unico rimasto a capirlo. Tematicamente lo vediamo alle prese con questa consapevolezza, mentre a livello personale Holden e Naomi sono in una situazione più "domestica", il loro rapporto è in un momento positivo, tuttavia ci saranno dei problemi all'improvviso ed è quasi ironico il fatto che sia sicuro come leader e come uomo, ma le persone che lo sostengono e lo hanno portato a essere così, di cui si fida e gli sono stati accanto in ogni passo del suo percorso, sono tutte distanti, in varie parti dell'universo. Essendo fan dei romanzi era un momento della storia che attendevo perché si immerge in elementi davvero interessanti e modifica un po' le cose nella quinta stagione. Dimostra inoltre la sicurezza degli autori che hanno potuto fare qualcosa di nuovo, ed è davvero raro quando una serie ha successo, e modificare un po' la formula rispetto al passato. Girarla è stato davvero divertente ed è stato piacevole interpretare Holden per tutti questi anni perché difficilmente hai la possibilità di mostrare un arco narrativo così ben sviluppato.
In questa stagione i protagonisti, come hai detto, sono tutti in luoghi diversi e Holden interagisce con un altro equipaggio, come si è modificata l'atmosfera sul set rispetto alle stagioni precedenti?
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Alle volte nelle serie i "bravi ragazzi" risultano a lungo andare quasi noiosi, essendo così fermamente dalla parte del bene, questo non accade mai con Holden, come ti sei avvicinato alla sua interpretazione?
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Dal punto di vista produttivo, come è stato avere questo ruolo nella realizzazione della serie in queste ultime stagioni?
Si è trattato di un'esperienza incredibile che mi ha insegnato molto ed è qualcosa che amo e apprezzo profondamente. Ho sempre amato raccontare storie e scoprire che effetti possono avere. In particolare in questo periodo penso che la fantascienza abbia la capacità unica di parlare allegoricamente di tematiche molto attuali e di dare il via a conversazioni, socialmente e politicamente, che in altre situazioni potrebbero non nascere. Ho sempre creduto che The Expanse abbia una storia profondamente importante da raccontare, ed è un'altra cosa davvero rara. Già poter lavorare come attore e potersi pagare l'affitto è essere davvero fortunati e poter essere protagonista di una storia importante e inoltre avere una voce in capitolo per quanto riguarda il modo in cui viene raccontata questa storia è stato un vero onore, profondamente gratificante. Ho iniziato a produrre con questo show, occupandomi delle prove nella prima stagione che sono poi diventate un vero workshop. Fin dal primo episodio della prima stagione gli attori, gli autori e i produttori si sono riuniti durante i weekend per assicurarci di poter raccontare questa storia nel modo migliore possibile e ha contribuito a costruire la struttura necessaria per raccontare nel modo più efficace la storia.
Con questa storia non si può mai avere delle certezze! Abbiamo avuto un percorso davvero incredibile per arrivare a questo punto. Essendo un fan dei romanzi mi rendo però conto che sia una scelta logica: tra il sesto e il settimo romanzo c'è un salto temporale molto grande. Al termine del sesto libro c'è un finale soddisfacente ed è un epilogo che ha senso, che rende la storia completa. Ovviamente c'è ancora tanto che potrebbe essere raccontato, ma sono eventi davvero distanti nel tempo rispetto a dove si conclude il sesto capitolo. Rappresenterebbe delle sfide logistiche molto grandi continuare, non dico sia impossibile, ma sembra appropriato terminare la serie televisiva a questo punto, è una storia con un finale. Nessuno può sapere cosa accadrà in futuro, ma è soddisfacente poter raccontare una storia completa. Sono semplicemente elettrizzato dall'aver avuto la possibilità di concludere la storia. Si ha sempre paura, e in particolare noi che avevamo già affrontato la cancellazione, che il racconto si interrompa a metà e di non poter finire, lasciando gli spettatori con un cliffhanger. Sarebbe una sensazione orribile, semplicemente terribile. Se si è creativi e si lavora in questo settore, specialmente se tieni alle storie, è qualcosa di devastante se non si riesce a farlo ed è quindi stato un sollievo avere la certezza di poter arrivare alla fine del sesto romanzo. Non è stato devastante, solo soddisfazione e sollievo.
Quale è stato l'aspetto più difficile nel lavorare come attore e produttore a The Expanse?