Tutto quello che volevate sapere su Uan ma non avete mai osato chiedere | Lucca Comics & Games
Abbiamo incontrato gli animatori del Gruppo 80 e il doppiatore Pietro Ubaldi a Lucca Comics & Games che ci hanno parlato di come nasce Uan
La tecnica è diversa da quella anglosassone dei Muppet di Jim Henson, questi pupazzi hanno delle persone che li animano (a due alla volta di solito, in certi casi anche 3) e un’altra ancora, separata, che gli dà la voce. Per Uan è stato Giancarlo Muratori per 10 anni e poi da quel momento in poi Pietro Ubaldi, storico doppiatore di cartoni animati e pupazzi (lui ha creato la personalità ed è stato la voce di Four).
Come si fa ad animare un pupazzo in 3, coordinandosi con la persona che parla e magari improvvisa?
PIETRO UBALDI: “Sta tutto nel trovare un certo feeling. Servono molte prove ma poi si crea una specie di simbiosi”
DONATELLA STURLA: “E considera poi che non improvvisa solo chi parla, ma anche noi che muoviamo. Ad esempio durante la lettura della posta Uan non aveva mai niente da fare, allora tenevamo sotto il bancone sempre degli oggetti che tiravamo fuori all’occorrenza e con quelli inventavamo gag che Giancarlo Muratori, il doppiatore, era bravissimo a cogliere”
EV: “Quando abbiamo iniziato noi non erano ancora molto noti i Muppet. Loro funzionano diversamente, chi muove dà anche la voce. La nostra tradizione era Topo Gigio, solo che noi decidemmo di costruire pupazzi più grossi per migliorare l’interazione con gli attori. Chi anima i Muppet poi sta in piedi con il braccio alzato, noi non avevamo questi mezzi, avevamo teatri più bassi e quindi ci accontentavamo di posizione scomode dietro un bancone di 1 metro e 10 centimetri”.
DS: “E pure di peggio quando facevamo le sigle di Gardaland o gli speciali fuori dallo studio. Dovevamo nasconderci come potevamo. Nelle tazze che girano, sull’ottovolante…”
La voce di Uan prima era un’altra, il che vuol dire che andato via lui avete dovuto cercare di imitarlo?
Quanti pupazzi di Uan diversi sono esistiti?
EV: “Ne avevamo fatti 40 o 50, perché lavorandoci tanto si usurano rapidamente. Ad ora esistono un vecchio Uan Jolly e un altro paio. Ma non sono uguali ai vecchi, ad esempio il pelo originale di Uan non si produce più, sono cambiate le specifiche di sicurezza e quello era un materiale tossico. Ora è tutta pelliccia sintetica.
Di certo un Uan ce l’ha Manuela Blanchard, uno Giancarlo Muratori, uno è andato alla Trudy, uno uno scenografo, uno la vedova di Ferri.... Ma sono conciati male eh, perché le mani che entrano l’hanno rovinato. Gli altri sono stati cannibalizzati, cioè riusavamo i pezzi. Altri ancora infine sono stati rubati da un deposito temporaneo in cui li avevamo messi in attesa che fosse completato il Museo di Burattini di Parma”.