A Family Affair, la recensione
Dentro una cornice che offre una (velata) satira di Hollywood, A Family Affair propone uno svolgimento convenzionale e personaggi poco incisivi
La nostra recensione di A Family Affair, disponibile su Netflix
Questi elementi potevano rendere A Family Affair un film stratificato, uno cioè che utilizza uno svolgimento convenzionale per portare avanti tra le righe ben più acuto discorso. Ma niente di tutto ciò accade, in quanto la cornice si rivela ben presto un pretesto. La storia inizia quando Zara decide finalmente di licenziarsi, vessata dal comportamento infantile di Chris e dalle sue assurde richieste. Giungendo a casa sua per scusarsi, quest'ultimo trova Brooke da sola: dopo aver iniziato a chiacchierare, tra i due scatta la scintilla e poco dopo una relazione, osteggiata dalla ragazza che non vede di buon occhio l'attore, di cui ben conosce l'incapacità di impegnarsi in una relazione seria e stabile.
La premessa di A Family Affair sembra avvicinarlo al recente The Idea of You, del quale però in fin dei conti condivide più che altro l'aspetto produttivo (il lancio di Zoey King come volto di Netflix come Nicholas Galitzine lo sta diventando di Prime Video). Al centro della storia non c'è tanto la relazione tra una star e una persona comune con differenza d'età (qui però meno marcata), ma Zara e il suo rapporto con Brooke. Sua è la prospettiva del racconto, sua la parabola di crescita a cui va incontro. Dalla seconda parte in poi, il film diventa così una generica storia famigliare, con una figlia che inizialmente non accetta il nuovo compagno della madre e finisce per imparare qualcosa su stessa (cosa che non accade sicuramente solo a Hollywood: il fatto che quest'ultimo sia un volto importa solo marginalmente).
A avvallare questa sensazione di inconsistenza dell'operazione accorrono anche Zac Efon e Nicole Kidman, nei cui personaggi non manca un elemento meta. Brooke a un certo punto dice di essere australiana, agevolando una somiglianza con la sua interprete (con genitori della stessa provenienza) che sul grande schermo non trova più lo spazio di un tempo, così come in Chris si può vedere un riflesso di quello che (al momento) non è la carriera dell'ex star di High School Musical. Ma anche in questo caso sono meri specchietti per le allodole, spunti mai approfonditi. Se inoltre King, pur con un personaggio non certo sfaccettato, dimostra comunque una certa verve, le due star adulte offrono una performance al minimo sindacale e senza alcun trasporto, rendendo veramente difficile appassionarsi alla loro storia.