Alone With You, amore e solitudine tra le stelle - Recensione

La nostra recensione di Alone With You, avventura agrodolce ambientata tra le stelle

Un giorno troverò qualcosa di interessante da scrivere qui dentro.


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Alone With You è una storia di solitudine, amore, malinconia, che ha uno spazio tutto suo, tra le stelle, e forse proprio per questo riesce a colpire il giocatore. Un intero pianeta diventa una prigione se si è soli, e all'interno di una prigione si ha tempo per pensare, ogni sensazione è incredibilmente amplificata. Come si spiegherebbe, altrimenti, la costruzione di sentimenti veri e propri tra l'unico essere umano che appare nel gioco, quello controllato dal giocatore, quattro ologrammi e un'intelligenza artificiale? Il gioco è una riduzione all'essenziale, sia per quanto riguarda il gameplay che per quanto concerne le tematiche, ed è quanto gli permette di colpire con precisione l'animo. Un tocco chirurgico più che un'onda travolgente, e tale è anche la portata di quanto l'avventura riesce a suscitare nel suo complesso.

Da Home, avventura horror molto fumo e poca sostanza, Benjamin Rivers ha certamente fatto dei passi avanti, e non stiamo parlando solo del proporre un'opera di maggior sostanza, che intrattenga per più di pochi minuti, aggirandosi nel computo delle sei ore complessive. Stiamo parlando, soprattutto, del rappresentare per il giocatore un'esperienza degna di essere sperimentata e ricordata, e che sia sostenuta da un minimo strato ludico. Quello strato ludico in Alone With You riconduce alle avventure grafiche, visto che quanto richiesto a colui che ha il pad in mano è, sostanzialmente, esplorare luoghi, risolvere piccolissimi enigmi, collezionare oggetti necessari per andare avanti. Niente di particolarmente impegnativo, le ambientazioni non sono mai troppo estese né complesse, gli enigmi sono sempre di facile interpretazione, ma è quanto di più funzionale a sostenere una produzione che cerca altrove la sua ragion d'essere.

[caption id="attachment_169100" align="aligncenter" width="600"]Alone With You screenshot I momenti nei quali si trovano i corpi dei coloni sono sempre sottolineati in maniera toccante[/caption]

Nei panni dell'ultimo rimasto di una colonia spaziale dovremo quindi cercare il modo di scappare da un pianeta sull'orlo della distruzione, sistemando a dovere la navicella unica speranza di salvezza. Come? Con l'aiuto di un'intelligenza artificiale e di quattro ologrammi senzienti, riproduzioni artificiali ma pensanti ed efficienti di altrettanti umani, membri della colonia e svaniti chissà dove. Degli umani gli ologrammi riproducono tutto, capacità, tendenze, ed è con loro che si vanno ad instaurare i primi legami, parlando, andando oltre la necessità impellente, quella di riparare la navicella, ed esplorandone storia e personalità. Ad ognuno di essi è legata una locaità da esplorare, lo si fa e quando si torna alla base si ha un colloquio, su quanto scoperto e sulle vicende che piano piano ci si trova a scoprire. Ecco come si viene a creare un legame vero tra un umano e un qualcosa che umano non è, forte proprio perché, come detto in apertura, si tratta della sola compagnia della quale si dispone, per quanto artificiale.

"Nella sua capacità di proporre temi particolari Alone With You ha la sua qualità migliore, non solo nella loro scelta, ma anche nella loro elaborazione"

Artificiale lo è anche l'intelligenza che accompagna l'umano nella sua impresa, con la quale si arriva a sviluppare un legame persino più forte che con gli ologrammi. Lo segue, gli dà indicazioni, prima in maniera asettica, mano a mano ci si accorge di un cambiamento nel suo porsi, come se ricercasse l'umanità, si crea un legame empatico. Nella sua capacità di proporre temi particolari Alone With You ha la sua qualità migliore, non solo nella loro scelta, ma anche nella loro elaborazione, attraverso una scrittura di livello qualitativo assai elevato, che riesce a caratterizzare ottimamente sia ognuno dei quattro ologrammi sia l'IA, e costruisce attorno ad essi vicende intense e credibili, che culminano in un finale dal forte impatto emotivo, per quanto preceduto da un episodio, unico per fortuna, abbastanza illogico nell'economia complessiva del racconto.

[caption id="attachment_169101" align="aligncenter" width="600"]Alone With You screenshot Leslie è uno dei quattro ologrammi dei quali ci si potrà innamorare[/caption]

Riesce quindi il gioco di Benjamin Rivers a toccare certe corde dell'animo del giocatore, attraverso una produzione nella quale è difficile rintracciare problematiche vere. Certo, il substrato ludico, e utilizziamo volutamente substrato, perchè secondario rispetto alla narrazione, non è particolarmente elaborato, la divisione in giornate porta alla costante ripetizione di alcuni brevissimi momenti (voluta e coerente al contesto narrativo), ma si tratta di questioni di poco conto se si bada a quello che il gioco vuole trasmettere. Riesce benissimo a convogliare quelle sensazioni di amicizia, solitudine, malinconia, forse amore, anche per merito di un'estetica bidimensionale semplice ma attraente, ed è quanto basta a renderlo degno di attenzione, per quanto non trascendentale.

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