Arrow 5×16, “Checkmate”: la recensione
La nostra recensione del sedicesimo episodio della quinta stagione di Arrow, intitolato “Checkmate"
Nel finale dello scorso episodio ci è stato rivelato che il vero nemico di Green Arrow e del suo team - che tiene in pugno Oliver sin dall'inizio di questa stagione - è un "lupo travestito da agnello". Adrian Chase sembrava infatti davvero uno dei buoni: fedele marito e retto uomo di legge, ha aiutato più di una volta Oliver e i suoi amici e alleati, tanto da essere scelto dal protagonista come suo braccio destro per amministrare al meglio Star City; in realtà era tutto un piano del villain per mettere sotto scacco - matto - l'Arciere di Smeraldo, colpevole di avergli assassinato il padre all'inizio della sua carriera di vigilante.
Di ritorno a Star City, Queen e la sua squadra devono fare i conti con la realtà dei fatti: tutti loro hanno le mani legate, perché Prometheus è sempre stato in grado di prevedere la loro mossa successiva e tenerli così in pugno. In particolare, adesso il villain ha in ostaggio la giornalista e amante di Oliver Susan Williams, che utilizza per ricattare il protagonista, ora intrappolato come un insetto in una ragnatela - con il suo alter ego ricercato dalla polizia per crimini che non ha commesso.
Grazie alle coraggiose scelte di Felicity - che hanno però delle conseguenze - i membri del Team Arrow provano a mettere in atto un complesso piano per contrastare il villain, consci che la situazione non è per nulla facile.
Nonostante alcune scelte narrative piuttosto deboli e raffazzonate nelle fasi iniziali e finali dell'episodio, Checkmate è un capitolo dignitoso della storia di questa quinta stagione di Arrow, ultimo step di un filotto molto positivo che ha riportato la serie TV su livelli medio-alti dopo una fase molto buia. La scena iniziale in cui Oliver si reca presso il tempio di Talia al Ghul - che non sappiamo nemmeno dove si trovi - appare come qualcosa di altamente pretestuoso, volto a far sì che non solo il protagonista apprenda la reale identità del suo principale avversario, ma che anche la figlia di Ra's al Ghul rientri in qualche modo in gioco nella trama che si svolge nel presente - dopo averla vista impegnata in quella in flashback: si poteva - e forse doveva - fare di meglio, anche perché pochi minuti dopo Queen torna magicamente a Star City - collocata ipoteticamente a migliaia di chilometri da un tempio orientale - senza nemmeno un cambio d'abiti.
Il "grande piano" del Team Arrow ha come proverbiale asso nella manica il far scoprire alla moglie di Chase che suo marito è in realtà il criminale Prometheus: l'epilogo di tale sequenza, nella quale l'innocente donna si getta tra le braccia di un "mostro" mentre gli eroi stanno a guardare senza fare nulla, oltre che prevedibilissimo è davvero qualcosa di goffo e quasi ridicolo in termini di scrittura. Tolti questi due - rilevanti - difetti, Checkmate presenta una storia con una soddisfacente dose di drama e realismo, nella quale Adrian Chase si rivela un villlain carismatico e credibile anche senza maschera. In termini di regia, segnaliamo quanto siano valide le sequenze principali d'azione, con dei combattimenti e scontri corpo a corpo ben coreografati.