Arrow 6x07, “Thanksgiving”: la recensione
La nostra recensione del settimo episodio della sesta stagione di Arrow, intitolato “Thanksgiving"
Il momento d'instabilità vissuto inevitabilmente anche dal Team Arrow è la ghiotta occasione per Cayden James di fare la sua ricomparsa, e dare il via alla seconda fase del suo grande piano, che contempla ancora Black Siren come alleata.
Thanksgiving è un episodio forzato, prolisso e inevitabilmente noioso, la cui trama reitera soluzioni narrative e personaggi già ampiamente inflazionati: il tutto sta trasformando sempre di più la sesta stagione di Arrow in un cane che si morde la coda.
Un agente federale vuole arrestare Oliver: check. Lo stesso personaggio non può essere più un vigilante perché lo ha promesso a suo figlio: check. Colui che ne deve prendere il posto ha problemi fisiologici che gli impediscono di fare il suo lavoro: check. Un main villain al momento inconsistente: check. Un personaggio interpretato da Katie Kassidy ci deve essere a ogni costo: check.
Le insensatezze sono troppe anche da elencare, oltre alle storture di una storia che ha come unico scopo quello di far rimettere il costume al protagonista e fargli fare una chiacchierata con il suo avversario. Terribile.
Proprio Cayden James al momento è il villain più insulso che ci sia mai stato presentato nell'Arrowverse: non se ne comprendono né la caratterizzazione né le motivazioni. Tutto quello che sa fare, però, è tramare nell'ombra, salvo poi servirsi di un braccio destro come Black Siren dicotomico nei suoi confronti e antitetico alle finalità che sembra voler perseguire.
Il titolo richiama richiama ovviamente il Giorno del Ringraziamento, festività americana in cui è andato in onda lo stesso episodio. Nel corso della narrazione, inoltre, sono menzionate e mostrate la Sunderland Corp. e Amertek: si tratta di due note aziende dei fumetti DC Comics, di cui viene nuovamente richiamato l'iconico numero 52 (numero di un corridoio-chiave dello stadio di Star City).