Arrow 6x12, “All For Nothing”: la recensione
La nostra recensione del dodicesimo episodio della sesta stagione di Arrow, intitolato “All For Nothing”
Anche il Team Arrow e gli Outsiders si trovano di fatto in un vicolo cieco: del resto, come si fa a fermare un avversario che è sempre stato almeno un paio di mosse avanti a tutti, alimentato da una sete di vendetta familiare e recentemente alleatosi con altri individui che già hanno dato noie ai nostri eroi in passato?
Dopo All For Nothing, possiamo dirlo: la sesta stagione di Arrow è in una fase di netto miglioramento. Dopo un midseason finale pessimo, e una ripresa non di certo entusiasmante, negli ultimi due episodi dello show siamo tornati ad avere un elemento fondamentale in ogni storia, tanto che fa strano doverlo sottolineare: un ritmo nei tempi della narrazione. Infatti, l'apprendere qualcosa di più su Cayden James, in termini di caratterizzazione psico-attitudinale, e il riuscire a scorgere, per la prima volta in quest'annata, le fondamenta di un impianto narrativo, ha giovato alla trama generale; ma l'aspetto più importante è stato il riuscire finalmente ad apprezzare un capitolo della storia con tempi narrativi ben scanditi e crescenti, con un'inizio, un corpo centrale e una degna quanto drammatica conclusione: davvero, questo episodio ha avuto sia un effetto lenitivo che catartico.
Bisogna tenere poi in conto che il cliffhanger finale, che rivela dell'esistenza di un altro, misterioso e grande nemico, è un bel colpo in scena, e genera una certa curiosità.
Ma, come già detto, ci teniamo a concludere ribadendo che qualche spiraglio di sole, per Arrow, si torna a intravedere.