Arrow 6x15, “Doppelgänger”: la recensione
La nostra recensione del quindicesimo episodio della sesta stagione di Arrow, intitolato “Doppelgänger”
Nel frattempo, Thea torna a indossare i panni di Speedy per salvare Roy Harper, tornato anche lui (nolentemente) in città e prigioniero di un Ricardo Diaz più pericoloso che mai.
Per quanto ci siamo riservati il beneficio del dubbio nell'accogliere il twist narrativo che ha reso Ricardo Diaz alias Dragon il main villain di stagione - ma del quale non abbiamo ancora visto nulla di particolarmente minaccioso, se non una parlantina efficace - in quanto questo potrebbe rivelarsi davvero sorprendente, oggi ci troviamo di nuovo a scrivere come la storia sia pilotata, ancora, dalle mosse che potrebbe fare o non fare il personaggio di Black Siren: onestamente, ci siamo stancati. Se a ciò si aggiunge che i colpi di scena di questo capitolo dovrebbero coincidere con il ritorno in costume di una svogliata Willa Holland nei panni di Thea, e di un quasi irriconoscibile - davvero, avete capito subito che era lui? - Colton Haynes in quelli di Roy, ecco che il pasticcio è fatto. E soprattutto la storia non è sostanzialmente davvero progredita rispetto a una settimana fa: la bonaccia persiste, dunque.
E a poco serve l'unico elemento davvero buono di Doppelgänger, ossia un (finto ma efficace) piano sequenza che va in scena durante l'assalto del Team Arrow alla roccaforte di Dragon, perché tutto il resto soffoca qualsiasi aspetto positivo.
Come unico rimando ai fumetti DC Comics segnaliamo come Roy dichiari di essersi rifugiato St. Roche per sfuggire alla polizia, con questa città che è ricordata nell'Universo DC come sede operativa di Carter Hall alias Hawkman.