Arrow 7×01 “Inmate 4587”: recap e commento
La nostra recensione del primo episodio della settima stagione di Arrow intitolato "Inmate 4587"
Da cinque mesi, Oliver Queen è imprigionato nel carcere di Star City, a seguito dell'accordo che ha salvato la sua famiglia e il suo team dalle grinfie di Ricardo Diaz. Conseguentemente, però, l'ex sindaco si è consegnato alla giustizia, rivelando al mondo di essere Green Arrow. In prigione, la vita per Oliver è tutt'altro che facile: in questo luogo, infatti, sono rinchiusi alcuni dei suoi più pericolosi avversari, catturati proprio dall'ex vigilante mascherato e perciò desiderosi di vendetta. Queen è però più che disposto ad accettare di vivere una quotidianità assai precaria, pur di sapere Felicity e William al sicuro.
Nel frattempo, la vita a Star City è cambiata un po' per tutti: Dinah ha preso il posto del defunto Quentin Lance come nuovo capitano del SCPD, Rene gestisce una palestra per giovani disagiati, Black Siren ha preso definitivamente il posto di Laurel, diventando addirittura il nuovo procuratore distrettuale della città, e Diggle e Curtis lavorano per l'A.R.G.U.S.
A Star City, però, non ci sono più eroi, con il Team Arrow oramai scioltosi, e sebbene i criminali si nascondano, non per questo non proliferano.
Intanto, in un momento imprecisato del tempo, un giovane misterioso di dirige sull'isola Lian Yu alla ricerca di qualcuno...
Commento
Ironia a parte, ritrovare il protagonista dietro le sbarre - e soprattutto, in grado di accettare il suo ingiusto destino - presenta più di uno spunto interessante, che ci fa ben sperare per il prosieguo di stagione: siamo tutti certi che questa situazione non sia destinata a durare per sempre, ma per ora ci godiamo il momento, un po' come fatto con The Flash lo scorso anno, quando anche Barry Allen si ritrovò dietro le sbarre.
Altrettanto originali sono le nuove vite degli altri protagonisti, ognuno nella difficile posizione di dover accettare di aver perso qualcosa, pur avendo vinto una guerra che a un certo punto sembrava già perduta. È paradossale, in questo senso, vedere un villain proveniente da una Terra parallela come Black Siren perfettamente calatasi nei panni di Laurel Lance, e oggi persino nuovo procuratore distrettuale. Inutile dire che ci aspettiamo qualche sorpresa, da questo personaggio.
D'altro canto lo show presenta sempre i soliti difetti strutturali, a partire da una povertà cronica in termini scenografici, da una certa ripetitività di dozzinali sequenze d'azione, e da dei momenti di pericoloso rallentamento della narrazione, con alcune sequenze francamente rivedibili e soprattutto "incollate" tra loro con un precario lavoro di montaggio.
Veniamo ora ai riferimenti ed easter eggs dei fumetti DC Comics contenuti nell'episodio.
La città in cui Felicity e William vivono la loro nuova vita è Hope Springs, località del West Virginia dell'Universo DC, che ha fatto la sua prima apparizione in Green Lantern #1 (1990). Il caffè dove lavora la donna è chiamato Radu's: anche in questo caso abbiamo a che fare con un luogo legato alla mitologia di Lanterna Verde (Kyle Rayner). Tutti questi rimandi al Guerriero di Smeraldo sembrano essere casuali, fino a prova contraria.
Uno dei nomi presenti sulla lista del nuovo Green Arrow è "Nicholas Ko-", con il resto del cognome non leggibile: potrebbe evidentemente trattarsi di Nicholas Kotero, un villain minore di Freccia Verde.