Assassin's Creed Origins, la serie reinventa il suo futuro partendo da un lontanissimo e affascinante passato - Recensione
Prima della Confraternita, prima dei Templari: la recensione di Assassin's Creed Origins
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Dopo un anno sabatico, utile anche ai fan per ricaricare l’entusiasmo, Assassin's Creed torna con un capitolo più ambizioso che mai sotto il profilo narrativo, soprattutto considerando quanto e come la serie si sia sviluppata grazie a romanzi e fumetti pubblicati copiosamente negli ultimi tempi.
Mantenere un basso profilo è sempre la prima opzione, visto che vi verrà chiesto, spesso e volentieri, di completare missioni all’interno di fortini pattugliati da decine di guardie[/caption]Assassin's Creed Origins, lo lascia intuire il titolo stesso, va alla ricerca dell’inizio, dell’origine, per l’appunto, del millenario scontro tra la Confraternita e i Templari, prim’ancora che questi due ordini si costituissero ufficialmente tramite regole e rituali specifici, dandosi degli obiettivi da perseguire a qualsiasi costo. Bayek, protagonista dell’avventura, non è un Assassino, ancora non esistono come abbiamo appena detto. È un medjay, un guerriero al servizio del popolo con il compito di braccare, ed eventualmente assassinare, chiunque metta in pericolo l’ordine pubblico, chiunque, senza ufficiale autorità s’intende, si elevi al ruolo di oppressore della libertà altrui. A guidarlo, ad alimentare la sua ossessione per la giustizia, un'insanabile quanto insaziabile desiderio di vendetta, un'ira implacabile che spesso finisce per metterlo in contrasto persino con la ben più equilibrata e brillante moglie, Aya, spalla del nostro, capace di gestire meglio, in termini politici e diplomatici s’intende, la carica di cui è investita."L’intreccio narrativo brilla di luce propria grazie alle numerosissime e inaspettate rivelazioni che conducono al lento, ma progressivo crearsi di due fazioni che daranno origine alla Confraternita e ai Templari"
La coppia di protagonisti si amalgama alla grande soprattutto perché la scaltrezza dell'una fa da contraltare al carattere volutamente monodimensionale dell’altro. Bayek è forse tra i personaggi meno sfaccettati dell’intera saga, eppure funziona proprio perché le sue motivazioni sono sempre chiarissime, preponderanti su tutto il resto, efficacemente utili allo sviluppo della trama.
A dare ulteriore slancio alla narrazione, concorre naturalmente la splendida e gigantesca ambientazione, disegnata con estrema cura dagli artisti di Ubisoft. Vagare per il deserto del Sahara, scalare il faro di Alessandria, concedersi una visita ai giardini di Menfi, restare ammaliati di fronte alla Sfinge di Giza, sono tutte attività che arricchiranno la vostra epopea, vere e proprie fasi esplorative che, quando non vi ripagheranno con tesori e loot in abbonandanza, vi mostreranno una riproduzione credibile e vibrante dell’Egitto del 49 a.C., un regno che ormai mostra, anche in termini architettonici, la sempre più influente contaminazione dell’Impero romano.
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Lo skill tree si ramifica in tre distinte sezioni: le abilità Guerriero rafforzano la caparbietà del protagonista negli scontri diretti, quelle Veggente rendono Bayek migliore nell’infiltrazione, la sezione dedicata al Cacciatore, infine, rende il nostro un cecchino con l’arco[/caption]
Il rinnovamento, lo scossone a cui accennavamo in apertura, tuttavia, va ricercato soprattutto sul piano prettamente ludico. Nessuna rivoluzione, beninteso, solo un lavoro di raffinamento, un saggio recupero di alcune meccaniche viste in passato, opportunamente aggiornate e riadattate per dare il meglio in un contesto contemporaneo che, soprattutto per quanto riguarda gli open world, si è fatto particolarmente competitivo.
A differenza del passato, tanto per cominciare, le sidequest hanno guadagnato in spessore narrativo e ludico. La ripetitività di Syndicate, per quanto diluita nella splendida cornice della Londra vittoriana, è un lontano ricordo, soppiantata da un’insospettabile varietà, anche quando si tratta, semplicemente, di raggiungere nuove location per ottenere l’ennesimo sbloccabile o per dissotterrare un ricco tesoro. Laddove le missioni tendono ad avere sempre un filo conduttore comune, sia questo l’eliminazione di un personaggio o il salvataggio di ostaggi, un level design più che mai originale mischia di continuo le carte, costringendo il videogiocatore, di volta in volta, ad adattare il proprio stile di combattimento alle conformità della mappa o al numero e alla tipologia di nemici di pattuglia.
Il combat system, dal canto suo, risulta più fluido che mai, tutt’altro che ancorato ad animazioni legnose e influenzato da un’I.A. avversaria limitata, soggiogata ad algoritmi che finiscono per rendere irrealistici e surreali gli scontri con i nemici. Sguainate le spade, sia ben chiaro, anche Assassin's Creed Origins mostra il fianco a qualche critica di troppo, ma la situazione è sicuramente migliorata rispetto al passato e non di poco. Una volta scoperti, le guardie non si faranno scrupoli ad affrontarvi in gruppo e, soprattutto, a bersagliarvi dalla distanza. Parate e schivate, inoltre, rendono i duelli dinamici, ben ritmati, paradossalmente meno costretti dall’indissolubile mantra fatto di soli attacchi e contrattacchi.
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Non manca un’arena in cui fare sfoggio delle abilità del protagonista in scontri contro altri avversari, in gare di velocità con la biga e persino in appassionati battaglie navali.[/caption]
Il pur appassionante Syndicate non può che impallidire di fronte alla varietà e alla bellezza dell’Antico Egitto messo in scena in questo episodio. Dalla trama, all’art design, passando per il rinnovato combat system e una lunga serie di missioni estremamente appassionanti, tutto funziona al meglio, riportando la saga ai fasti e alle vette d’inventiva sfoderate ai tempi di Assassin's Creed II e Assassin’s Creed IV: Black Flag. Imperdibile per i fan di vecchia data, è il capitolo ideale per i neofiti che, pur non potendo apprezzare i tanti rimandi dell’avvincente trama, saranno introdotti con tutti i crismi del caso all’eterna lotta tra Assassini e Templari.