Basta Fuggire, il primo episodio di The Walking Dead: The Final Season – Recensione
Un incipit intrigante, pur con qualche pecca: la recensione di The Walking Dead: The Final Season – Episodio 1 Basta Fuggire
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Dalla prima stagione, sino a questa The Final Season, anche attraverso A New Frontier, capitolo che ha assunto le sembianze di uno spin-off, siamo stati testimoni della progressiva maturazione di Clementine, ennesimo processo che, a ben vedere, si è compiuto senza grosse sorprese, battendo un sentiero piuttosto noto, soprattutto ai lettori del fumetto a cui la serie di videogiochi si ispira. L’innocenza della giovane eroina è spirata nel giro di poche, drammatiche, scene, giusto il tempo di premere un grilletto e condannare all’oblio il proprio mentore, il già citato Lee, per l’appunto.
Il doppiaggio è solo in inglese, ma i sottotitoli nella nostra lingua renderanno comprensibili a chiunque i dialoghi[/caption]Da allieva a maestra di vita, da ragazzina impaurita ed impreparata a donna pronta a tutto pur di sopravvivere, pur di garantire un futuro al piccolo AJ, nuova recluta destinata, un giorno, a diventare a sua volta un uomo risoluto e prevaricatore, se vuole sopravvivere in un mondo che non conosce più rispetto e regole."È questo il tema portante di Basta Fuggire, primo episodio di The Final Season: la definitiva crescita di Clementine, da una parte, l’iniziazione di AJ dall’altra"
È questo il tema portante di Basta Fuggire, primo episodio di The Final Season: la definitiva crescita di Clementine, da una parte, l’iniziazione di AJ dall’altra, un’iniziazione che, in qualche modo, si rifà a Il Signore delle Mosche, noto romanzo distopico pubblicato nel 1954 e scritto da William Golding. Nel tentativo di trovare cibo e riparo, il duo di protagonisti si imbatte in un gruppo organizzato di giovanissimi, arroccati all’interno di un vecchio collegio, ora fortino ideale per proteggersi dalle orde di zombie e da malintenzionati vari.
Purtroppo la sceneggiatura si rivela in più di un’occasione rinunciataria. Laddove avrebbe potuto colpire più duramente lo spettatore, mettendo maggiormente a nudo paradossi e tragiche dicotomie di una società in cui vige la legge del più forte, preferisce riproporre temi e dialoghi già visti più volte nel corso delle varie stagioni della serie.
Se non altro, Basta Fuggire getta le basi per un interessante evoluzione dell’intreccio, introducendo un buon numero di personaggi e ponendo Clementine di fronte ad un dilemma non da poco: quali lezioni ed insegnamenti impartire a AJ?
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A stupirci, dal punto di vista grafico, è stato soprattutto il livello di dettaglio e la pulizia d’immagine. Peccato per qualche inspiegabile rallentamento[/caption]
Se il concept non mostra alcuna evoluzione, Basta Fuggire si dimostra un episodio particolarmente movimentato, con diverse QTE da superare e moltissime scene d’azione.
Basta Fuggire è un buon inizio, il primo segmento di un epilogo che, ci auguriamo, possa essere all’altezza delle aspettative. La sceneggiatura non è pungente come avremmo sperato, ma introduce molto bene quello che sarà il tema portante di questa stagione, ovvero il passaggio di testimone tra Clem e AJ.