Control Ultimate Edition, ora non avete proprio più scuse per non giocarlo | Recensione
Control Ultimate Edition ripropone, identico, il feeling dell’originale, ostentandone gli stessi infiniti pregi e i piccolissimi difetti
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Control Ultimate Edition è sicuramente il modo migliore per godersi appieno il capolavoro di Remedy Entertainment, tra i migliori giochi in assoluto ad aver illuminato la generazione di hardware segnata dall’accoppiata PlayStation 4 e Xbox One.
La narrazione procede spedita verso il punto, non contestualizzando, non spiegando, non offrendo all’utente punti di riferimento, sbalzato com’è non solo in media res, ma anche in un universo finzionale dai contorni sbiaditi, credibili e realistici solo all’apparenza.
Bisogna fidarsi, lasciarsi andare, sviluppare una certa accondiscendenza nei confronti di uno stile narrativo sulle prime disorientante, eppure via, via sempre più appassionante ed inspiegabilmente coinvolgente, a mano a mano che si esplora la gigantesca e labirintica Oldest House, complesso che funge da sede della Federal Bureau Of Control.
Pistola e poteri sovrannaturali di cui godrà Jesse, tanto per cominciare, sono ancorati a tempi di cooldown che costringono l’utente e pianificare con attenzione le controffensive nei confronti delle tante “presenze” che dovrete affrontare. Non esiste un sistema di copertura in senso classico, caratteristica che disorienterà molti, ma che dona un ritmo ed una progressione particolarmente scandita all’avventura, costretti come sarete a sgattaiolare di continuo da un riparo all’altro, valutando sempre attentamente quale nemico attaccare per primo, in base al suo e al vostro posizionamento all’interno dell’area di scontro.
Control Ultimate Edition ovviamente ripropone, identico, il feeling dell’originale, ostentandone gli stessi infiniti pregi e i piccolissimi difetti, ascrivibili per lo più ad un gunplay non particolarmente preciso e raffinato.
La riedizione, tanto per cominciare, porta in dote tutti e tre i DLC rilasciati nel tempo. Spedizioni non è altro che una modalità a tempo, intrigante fino ad un certo punto, ma che non mancherà di stuzzicare i palati degli amanti delle sfide. The Foundation e Altered World Event, dal canto loro, ampliano gli orizzonti della trama. Il primo scava nei misteri della Oldest House, il secondo traccia un collegamento diretto con Alan Wake, altro capolavoro di Remedy Entertainment.
A questo proposito va sottolineato come l’effetto renda l’immagine più profonda e viva, grazie ad una gestione della luce e dei riflessi davvero ben riuscita, ma al contempo i 60fps rendono l’azione enormemente più leggibile e godibile. Toccherà insomma a voi scegliere tra le due modalità, consci che in entrambi i casi Remedy Entertainment ha svolto un ottimo lavoro.
Control Ultimate Edition è il modo migliore per godersi il capolavoro del team finlandese. L’inclusione di tutti i DLC e l’upgrade grafico, ad esclusivo appannaggio delle console next-gen, impreziosiscono ulteriormente un’offerta già di per sé praticamente irrinunciabile per gli amanti degli action dalle vaghe tinte horror. L’epopea bizzarra e surreale di Jesse è uno dei punti più alti toccati dalla scorsa generazione di console senza se, né ma.
Ponderate attentamente l’acquisto solo se già in possesso dell’originale. Le novità ci sono, ma non giustificano da sole un secondo esborso di denaro.

