Crisi sulle Terre infinite, la recensione
Crisi sulle Terre infinite è una storia che distrugge mondi restando sempre in movimento, diretta verso la creazione di un nuovo universo
Questa maxiserie di dodici numeri, pubblicata nel 1985 e ristampata da Panini Comics in un volume cartonato della linea Eventi DC, rappresenta il coronamento di un sogno di due fumettisti che, molti anni prima della pubblicazione di questa storia, erano solo due giovani lettori. Lettori che da bambini leggevano le storie della Silver Age della DC Comics e si appassionavano agli annuali team-up tra JLA e JSA, il cui titolo iniziava quasi sempre con "Crisi su...".
Wolfman propone la storia alla dirigenza DC nel 1981, ma – a causa della complessità delle ricerche e dell'attenta pianificazione – ci vogliono ben quattro anni prima che inizi a essere pubblicata, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario della nascita della DC Comics.
La distruzione del Multiverso – creato sul piano narrativo da Gardner Fox in Flash #123, e nella continuità DC in maniera casuale da Krona dei Guardiani dell’Universo – si propaga attraverso un'ondata di anti-materia che cancella dall’esistenza centinaia di mondi. Un'ondata manipolata dall'Anti-Monitor, un essere nato all'alba dei tempi e contrastato da "fratello" Monitor, il quale raduna accanto a sé gli eroi dei mondi sopravvissuti.
Come si dovrebbe sempre fare quando si tratta di opere di un passato più o meno recente, occorre contestualizzare la storia nell'epoca in cui venne pubblicata e, pur tramite un occhio "contemporaneo", non abbandonarsi a giudizi sommari che siano figli di pregiudizi.
"Ogni dialogo è perfetto, anche quello occasionale dell'eroe che compare in una sola vignetta"Crisi Sulle Terre infinite è e rimane ancora oggi una delle più abili e riuscite opere di marketing fumettistico mai portate avanti. Ha poco senso interrogarsi sulla veridicità o meno della cosa a decenni di distanza, ma all'epoca tutti alla DC Comics erano convinti di avere in mano una continuità narrativa ingestibile: una manna per un lettore navigato, ma anche una dannazione per un potenziale nuovo lettore, linfa vitale di ogni casa editrice che voglia continuare a sopravvivere.
Crisi Sulle Terre infinite non vuole comunque spazzare via tutto quello che è stato narrato prima come se niente fosse, vuole solo rendere l'Universo DC più reader-friendly, per usare un facile inglesismo. E questo obbiettivo, con il senno di poi, è stato raggiunto.
Una nuova Wonder Woman che raccolga in sé gli elementi narrativi migliori delle precedenti gestioni. Un Batman riportato alle sue radici oscure e gotiche, ma inserito in un contesto modernizzato, e così il mondo che ruota attorno a lui. Un Superman di nuovo divenuto ultimo figlio di Krypton. Un nuovo Flash. Personaggi forse ingombranti che vengono messi da parte, altri – come ad esempio Capitan Marvel – che vengono inseriti in questo nuovo mondo con nuove origini, rendendo il tutto più coeso.
Certo, è una storia che ha più di tre decenni di vita, quindi occorre che la leggiate con uno spirito diverso da come leggete i fumetti odierni. E credeteci, non è impresa così difficile.
Ma se questa storia ha avuto l’impatto che continua ad avere ancora oggi, gran parte del merito va anche ai disegni di George Pérez. In tutta sincerità non si riesce a immaginare artista migliore per questa maxi-serie, soprattutto per – neanche a dirlo – le tavole dove compaiono decine di eroi. Non solo ognuno di essi è curato nei dettagli, anche coloro che si intravedono sullo sfondo, ma ha una posa dinamica e non statica.