DayZ, quello su PlayStation 4 è un esordio deludente – Recensione
DayZ è già di per sé tutt’altro che accondiscendente e indirizzato al grande pubblico,in aggiunta un comparto tecnico arretrato e diverse magagne ne influenzano negativamente il gameplay
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Amara, perché la realtà dei fatti è ineluttabile e tragica: DayZ sull’ammiraglia nipponica fatica, zoppica, non è al passo con i tempi. Non è completamente da buttare, perché atmosfera e profondità delle meccaniche ci mettono una bella pezza, ma se speravate di poter finalmente dire addio alla vita sociale, dovrete dolorosamente ricredervi.
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Usare armi da fuoco è sconsigliato per due motivi: scarsità di munizioni e rumorosità che potrebbe attirare altri guai. Quando possibile, meglio affidarsi ad un’accetta, una mazza da baseball o un tubo di ferro[/caption]
I primi minuti in compagnia di DayZ, purtroppo, non sono affatto rassicuranti, né particolarmente memorabili. Da una parte, scegliendo uno tra i tanti server disponibili, tra permanenti e non, potrebbe capirvi di dover rimanere in attesa, nella speranza che qualcuno vi lasci il posto in partita. Dall’altra, la totale assenza di un tutorial degno di questo nome, vi catapulterà violentemente in un’esperienza che non accetta compromessi, né si prende la briga di accompagnare il neofita durante i suoi primi, insicuri, tentativi.
"Il sistema di controllo non riesce a gestire la navigazione tra i menù"Non c’è un vero scopo, né quest di alcun tipo che indirizzino e instradino gli sforzi del videogiocatore verso un obiettivo, un fine, uno scopo. Vista l’evoluzione conosciuta dal genere soprattutto nell’ultimo anno, questo potrebbe essere già visto come un limite della produzione, una feature che potrebbe indurre la maggior parte dei videogiocatori a perdere interesse piuttosto in fretta, nonostante il fulcro della produzione consista anche e soprattutto nell’interazione con gli altri videogiocatori, nelle possibili alleanze e negli inevitabili conflitti che si innescheranno a seconda delle esigenze individuali del momento.
Purtroppo, al di là del concept già di per sé ostico, questa edizione per PlayStation 4 mostra il fianco in più di una situazione. Oltre ai già citati tempi di attesa per entrare in partita, tecnicamente il gioco lascia alquanto a desiderare. Il frame rate è tutt’altro che stabile. Non sono rari i casi di pop-up. Texture e modelli poligonali non sono degni dell’attuale generazione di console. La distanza della linea d’orizzonte è impressionante, certo, ma non basta.
Ciò che è peggio, la gestione degli hit-box è quanto di più arbitrario e approssimativo si possa immaginare. In più di un’occasione ci è capitato di mancare uno zombie a pochi centimetri dalla nostra accetta, mentre il nemico, girato completamente di spalle rispetto al nostro avatar, prosciugava la barra di salute pur menando fendenti all’aria.
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Il gioco prevede una chat vocale in game di prossimità, utilissima e spesso fondamentale per coordinarsi con gli alleati o per minacciare potenziali utenti ostili[/caption]
Futuri aggiornamenti e patch potrebbero anche migliorare la situazione generale, su questo non abbiamo dubbi, ma per ribaltare completamente la situazione ci vorrebbe un miracolo. E quelli sono piuttosto rari.