Dead or Alive 6 si affaccia con un po' di timidezza nel periodo d'oro dei picchiaduro a incontri – Recensione
Dead or Alive 6 si aggiunge alla grande selezione di picchiaduro presenti sul mercato, ma ha molto da dimostrare: la recensione
La brutta notizia è che con Dead or Alive 6 Team Ninja si è adagiato un po' troppo sul celebre adagio della squadra che non si cambia quando vince. Lo si nota in primis per quanto riguarda l'aspetto tecnico, perché se Dead or Alive 5 aveva rappresentato un avanzamento tecnologico notevole, questo sesto capitolo non riesce a fare lo stesso effetto spartiacque, nonostante sia il primo episodio sviluppato su console di attuale generazione. I modelli dei personaggi sono ben realizzati, con volti quasi di porcellana per quanto riguarda il cast femminile (sì, le tette rimbalzano ancora, anche se in modo leggermente meno vistoso, e il jiggle si può disattivare del tutto dalle impostazioni), e se è apprezzabile il dettaglio del sudore, della sporcizia e delle abrasioni accumulate sul corpo dopo round e round di battaglie, un po' meno esaltanti sono le animazioni, funzionali ma visibilmente datate. Se la cavano peggio le texture ed il dettaglio degli scenari che, probabilmente per non sacrificare la fluidità, sono abbastanza poveri di cura, sebbene il colpo d'occhio sia generalmente soddisfacente.
Nico è una delle combattenti inedite ed è già parecchio usata online[/caption]In tutto ciò c'è un problema ben più grave, ovvero la gestione della fluidità. Dead or Alive 6, su PlayStation 4 standard, offre al giocatore la possibilità di scegliere tra sacrificare la fluidità per il dettaglio, o viceversa. Un “perché?” sorge spontaneo. Si tratta di un'opzione che spesso viene sfruttata su PlayStation 4 Pro e Xbox One X, decretando la destinazione della maggior potenza, ma abbastanza inspiegabile sulle console standard. Il picchiaduro poi deve essere sempre votato alla fluidità, l'idea che se ne debba preoccupare il giocatore è inconcepibile. Infatti scegliendo di preferire l'estetica Dead or Alive 6 non gira sempre a sessanta frame per secondo, e la gioia per gli occhi non vale quasi mai il dispendio di fluidità. Per fortuna, impostando la preferenza sulla fluidità non si incappa mai in problemi del genere.
Venendo alle mani, Dead or Alive 6 aggiunge delle novità nella ormai storica formula di gioco. Pugno, calcio, proiezione e presa (in DoA questo termine si riferisce alle comunemente dette contromosse), vengono arricchiti dalla presenza di una nuova barra dedicata ad alcune tecniche speciali, eseguibili tramite il dorsale destro. Si tratta di un modo per dare ai giocatori la possibilità di ribaltare anche le situazioni più critiche, così come per i novizi di riuscire ad inserirsi al meglio nelle dinamiche di gioco.
[caption id="attachment_193757" align="aligncenter" width="1920"]
Giocando si possono sbloccare vari costumi[/caption]
Dead or Alive 6 rimane un gioco abbastanza facile da approcciare, forse tra i più facili tra gli appartenenti al genere, considerando i soli due tasti di attacco principali. C'è però una componente squisitamente più tecnica che si affaccia non appena si completano le prime partite, si inizia a prendere confidenza con i personaggi e ci si aggira nei meandri del tutorial. A proposito, il gioco offre un tutorial di apprendimento estremamente corposo e dettagliato, che passa dall'allenamento libero, all'apprendimento delle tecniche base, fino allo sviluppo di tutte le combo per ogni personaggio. Anche nelle modalità single player, quindi Storia e Missione DOA, si può fare una capatina istantanea nel tutorial, qualora non si fosse mai giocato un determinato personaggio, oppure una determinata meccanica di gioco non fosse mai stata esplorata.
Per gli amanti del gameplay tipico di Dead or Alive, la sesta iterazione offre le solite soddisfazioni. La profondità del sistema di combattimento passa dalla necessità di stordire gli avversari, studiare la migliore combinazione di mosse per rendere lo sfidante il più incapace di agire possibile, così come di perfezionare la miglior sequenza di juggle (che stavolta tiene conto anche della massa dei personaggi). Purtroppo il gioco propone poche opzioni di gioco, e quelle presenti non esaltano. Partiamo dalla modalità Storia, un incomprensibile intreccio narrativo, banale e dispersivo, con cutscene agghiaccianti sia nelle motivazioni per le quali i personaggi si incontrano ed iniziano a combattere sia in termini tecnici, con combattenti che raramente muovono la bocca, pur con una minima sincronizzazione rispetto alla traccia vocale, e si muovono quasi come burattini. Si tratta, come non mai, di un mero pretesto per prendere confidenza con i personaggi ed aggiornarsi sulle flebili relazioni che intercorrono tra loro. Per quanto riguarda le modalità offline rimanenti è presente il classico manipolo di cose da fare in un picchiaduro tipico: scontro, arcade, sopravvivenza e prova a tempo.
[caption id="attachment_193758" align="aligncenter" width="1920"]
Le mosse devastanti sono accompagnate da una regia più dinamica[/caption]
L'ultima nota dolente riguarda il multigiocatore online. Abbiamo provato Dead or Alive 6 dal day one, con la prima patch installata e con i server aperti a tutti. Nel momento in cui scriviamo le partite si trovano, ma sono poche e raramente hanno una stabilità in termini di connessione accettabile. Inoltre in alcuni casi c'è una discrepanza tra la qualità della connessione mostrata e quella effettiva, abbiamo assistito a partite con pesanti picchi di lag nonostante la qualità dichiarata fosse massima. Ma l'elemento più grave del comparto multiplayer è la presenza della sola partita classificata come modalità di gioco. Non si possono invitare gli amici, men che meno creare una stanza privata, ma neanche giocare liberamente con altri giocatori in tutto il mondo senza la pressione del perdere punti in caso di sconfitta.
Forse potrebbe risultare esagerato definire Dead or Alive 6 un prodotto incompleto, ma di certo ci sono alcune asperità che vanno assimilate per quanto riguarda i contenuti offerti dalle modalità di gioco. Dal punto di vista del gameplay, invece, mantiene inalterata la sua formula di base, piegandosi solo all'inserimento dell'ormai onnipresente meccanica delle mosse speciali. Il panorama dei picchiaduro offre certo prodotti complessivamente migliori, ma qualora foste affezionati al gameplay tipico del franchise troverete in questa sesta iterazione un suo esponente buono, ma non eccellente.