Diluvion, il metroidvania degli abissi - Recensione
La recensione di Diluvion, avventura sottomarina di Arachnid Games
Diluvion è un’esperienza che tenta di applicare la struttura di un metroidvania ad un’ambientazione molto poco utilizzata nel mondo dei videogiochi, gli abissi marini, condendo il tutto con una sana dose di componenti provenienti direttamente dai gestionali. Il titolo è ambientato in un universo steampunk in cui l’umanità è costretta a vivere nelle profondità degli oceani, in seguito ad una catastrofe che ha sommerso tutta la terra ferma del pianeta; l’unica speranza è quella di raggiungere il misterioso Dono degli Dei, nascosto in una località remota, il quale consentirebbe all’umanità di ritornare finalmente a vivere in superficie. Queste premesse porteranno quindi il giocatore ad esplorare ambienti ostili e ricchi di insidie, in un viaggio disperato verso la salvezza.
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L'esplorazione sottomarina è il cuore del gioco[/caption]Esplorazione, combattimenti e gestione delle risorse sono i tre pilastri sui quali poggia Diluvion. Dopo aver scelto il proprio sottomarino tra tre diverse tipologie (ma proseguendo se ne sbloccheranno anche altre), inizierà un lungo tutorial, che spiegherà come gestire ogni più piccola funzionalità: ci si dovrà armare di grande pazienza, visto che prima di padroneggiare tutte le meccaniche disponibili passeranno numerose ore di gioco. Tra gli strumenti più importanti ci sono il radar, che risulterà fondamentale per individuare risorse, ma anche i pericoli presenti nell’ambiente circostante, il sensore di profondità, il sistema di armamenti o le complesse mappe oceanografiche.
"Esplorazione, combattimenti e gestione delle risorse sono i tre pilastri sui quali poggia Diluvion"La componente gestionale è quella che necessita la maggior attenzione in quanto da essa dipenderà gran parte del successo, o fallimento, delle nostre esplorazioni. Il capitano, ovvero il giocatore, dovrà occuparsi della gestione dell’intera ciurma, nonché del reclutamento dei suoi membri, che dovranno essere opportunamente assegnati ai vari reparti per incrementare le statistiche del sottomarino. L’equipaggio necessita di ossigeno e cibo per poter sopravvivere nelle profondità oceaniche: ecco quindi che ad ogni occasione sarà fondamentale far scorta di provviste per evitare scioperi o, nel peggiore dei casi, la morte di alcuni dei nostri marinai. Le meccaniche gestionali non si limitano unicamente all’equipaggio: anche il sottomarino stesso necessita di essere accudito nel migliore dei modi effettuando riparazioni, potenziando corazza e armamenti o espandendo le sue funzionalità.[caption id="attachment_169014" align="aligncenter" width="600"]
Gestire la propria ciurma è di fondamentale importanza[/caption]
Diluvion non è quindi un gioco per tutti, il suo gameplay è infatti lento e ragionato ed ogni esplorazione va pianificata con cura. Ci mette del suo a rendere il titolo poco accessibile nell'immediato anche il sistema di controllo, che non brilla di certo per maneggevolezza e semplicità di utilizzo, in più occasioni risulterà davvero complesso muovere il proprio sottomarino o mirare ad un nemico. Sia che si scelga la configurazione mouse e tastiera, sia che si utilizzi un gamepad, le lotte contro la telecamera sono costantemente dietro l’angolo, ed in più occasioni scatterà il game over semplicemente perché non si sarà stati in grado di mirare ed affondare il nemico che ci stava attaccando.
Dare una valutazione al gioco non è assolutamente cosa semplice: Diluvion tenta di proporre qualcosa di originale, ma al tempo stesso fallisce in alcune componenti fondamentali, come il sistema di controllo. È un peccato, vengono parzialmente vanificate una direzione artistica molto buona e le atmosfere misteriose e solitarie che accompagnano il giocatore fin dai primissimi istanti di gioco. Per affrontare la creatura di Arachnid Games è necessario armarsi di tanta pazienza e buona volontà, ma a quel punto le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.