Hijack, la recensione
Seppur tra alti e bassi, Hijack trova la sua quadra nel carisma di Idris Elba e in un ritmo così intenso da farne perdonare le incongruenze
La recensione di Hijack, la serie con Idris Elba disponibile su Apple TV+
In effetti, qualche dubbio potrebbe sorgere già alla fine del primo episodio della miniserie britannica. Davvero Sam Nelson (Idris Elba) sarà in grado, da solo, di ricondurre alla ragione terroristi e passeggeri in un microcosmo in preda a un caos potenzialmente esplosivo? A scanso di equivoci, lo diciamo subito: Elba è la vera colonna portante di Hijack; determinato, empatico e cauto al tempo stesso, l'attore britannico contribuisce col suo innegabile carisma a garantire una tridimensionalità narrativa che prescinde dal thriller. Per nostra fortuna, le virtù della serie non si fermano a lui.
Terra e aria
Ma di cosa tratta Hijack? Facciamo un passo indietro, prima del decollo: Sam Nelson sale a bordo di un aereo che sta per intraprendere un volo di sette ore da Dubai a Londra; dopo pochi minuti, un gruppo di dirottatori prende il controllo del velivolo, minacciando un assistente di volo e ottenendo l'accesso alla cabina di pilotaggio. Non si sa dove vogliano dirigersi, né perché; il nostro eroe, esperto negoziatore, sembra l'unico a mantenere una certa lucidità, a dispetto dei grattacapi familiari verso cui si stava muovendo.
Turbolenze ad alta quota
Non siamo di fronte, è bene dirlo, a un prodotto perfetto. Il contesto familiare di Sam, contraltare privo di verve alla tensione ad alta quota, non aggiunge profondità al protagonista e si limita quasi esclusivamente alla funzione di primo allarme, a terra, del dramma che sta avvenendo nei cieli. La coerenza non è sempre ferrea, specialmente per quanto concerne la reazione politica al dirottamento. In aggiunta, cosa forse più grave dei precedenti nei, i dirottatori stessi sembrano agire secondo motivazioni assai poco credibili, a schermare una cospirazione piuttosto anti-climatica.
Va però detto che ogni difetto è inserito in un tessuto denso e teso, una narrazione che mai rinuncia al ritmo o all'angoscia. Ogni volta che torniamo a bordo dell'aereo, l'atmosfera riprende quota vertiginosamente, garantendo un costante senso di claustrofobico terrore, in cui da ogni minimo gesto potrebbe dipendere l'irrimediabile disastro. Lungi dalla noia o dalle lungaggini di tanti prodotti contemporanei, Hijack trova nella forma seriale la propria quadra ideale, erede di quel 24 da cui muove i passi nella corrispondenza tra tempo narrato e tempo reale. Non c'è trucco e non c'è inganno: la tensione è sempre palpabile, l'adrenalina non conosce cali e l'aereo del divertimento, drammaticamente parlando, atterra con successo su una pista preparata con cura.