Horizon Chase Turbo, come ai tempi dei racing arcade degli anni ’90 – Recensione
L’erede spirituale di OutRun: la recensione di Horizon Chase Turbo
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Horizon Chase Turbo è patria dei nostalgici, videogiocatori con la passione per le macchine, orfani di OutRun, Top Gear, Lotus Turbo Challenge, indimenticabili perle di stampo arcade che rallegrarono e resero ancor più spensierati i magici Anni ’90.
Non solo supercar. In certi casi potrete mettervi al volante di riproduzioni di macchine molto famose. Che dire, per esempio, di questa simil-Delorean?[/caption]Vero e proprio tributo ad una tradizione largamente abbandonata, il team brasiliano propone un gameplay quanto mai classico, immediato e semplice da apprendere. Nonostante l’apprezzabile grafica tridimensionale, esattamente come accadeva un tempo su Super Nintendo, Game Boy e altre console ormai ampiamente sorpassate, potrete muovere il vostro bolide esclusivamente lungo l’asse orizzontale, movimento più che sufficiente per evitare gli ostacoli, dribblare le auto avversarie e, soprattutto, per seguire il tracciato, curva dopo curva.
Il control scheme, insomma, è ridotto ai minimi termini. Con l’analogico si controllano le ruote sterzanti, con un pulsante si attiva il turbo, che può essere opportunamente ricaricato raccogliendo durante la gara i collezionabili che permettono di rimpinzare la specifica barra. Non è l’unica variazione sul tema che propone Horizon Chase Turbo. Soprattutto nelle competizioni di endurance, sarà fondamentale rifornire il serbatoio di benzina, sempre stando ben attenti a non perdervi per strada le taniche."Vero e proprio tributo ad una tradizione largamente abbandonata, il team brasiliano propone un gameplay quanto mai classico, immediato e semplice da apprendere"
I mezzi sono in tutto 31 e, pur in assenza di licenze ufficiali, strizzano l’occhio alle più note e apprezzate supercar e muscle car di qualche anno fa. Procedendo nella modalità principale si possono sbloccare particolari potenziamenti che incrementeranno le statistiche di velocità, accelerazione, maneggevolezza, benzina e nitro, parametri da tenere attentamente in considerazione durante la scelta del veicolo da mandare in pista.
Nonostante l’impronta arcade, difatti, bisogna prestare un minimo d’attenzione alle conformità del tracciato che si sta per affrontare, visto che avere poca manovrabilità in una corsa tutta curve non vi aiuterà di certo a trionfare tanto facilmente. Horizon Chase Turbo, difatti, nel pieno della tradizione che fu, pretende una certa abilità da parte del videogiocatore. Non è impossibile da completare, beninteso, ma solo sviluppando riflessi e capacità al volante otterrete risultati meritevoli di apparire nelle classifiche online.
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Con il caro e vecchio split screen preparatevi a vivere battaglie all’ultima curva, tra imprecazioni e spintonate ai propri vicini.[/caption]
A completare l’offerta ci pensa poi un comparto grafico all’altezza delle aspettative, retrò quanto basta, sufficientemente dettagliato e graziato da un art design che dona carattere alla produzione. La voglia di omaggiare i classici del passato è evidente, ma non per questo si è optato per un’ormai inflazionata pixel-art. Al contrario, spiccano fondali da sogno interamente disegnati e modelli volutamente (e deliziosamente) poveri di poligoni. Anche il sonoro, curato da Barry Leitch, compositore che ha curato le soundtrack di una marea di titoli tra i quali Top Gear e Lotus 2, si lascia apprezzare grazie a temi orecchiabili e in linea con il feeling del gioco.