Maximum Pleasure Guaranteed, la recensione: il piacere dell’ibridazione di generi
Maximum Pleasure Guaranteed è molto di più di quello che promette. Un ibrido tra la commedia e il thriller da cui è impossibile staccarsi. Merito anche di una immensa Tatiana Maslany.
C’è un che di incredibilmente soddisfacente nel restare incollati a una serie TV. Ancora di più se questa sorta di ipnosi viene da un prodotto che, limitandosi a leggere la trama, sembra fatto per volare basso. Paula è una donna che ha tanto da fare nella vita. Sta attraversando un divorzio che può costarle la custodia della figlia. Il suo lavoro da copy editor le dà speranze di carriera, mentre è seguita con ammirazione dai suoi colleghi più giovani. Paula è brava a scoprire la verità, a risalire alla fonte delle notizie e a verificarle. È al contempo anche piuttosto sola. Intrattiene così una relazione con un cam boy verso cui riversa tante energie emotive. Una sera il ragazzo viene ucciso in diretta di fronte ai suoi occhi. Sotto shock, decide di iniziare una propria indagine parallela a quella delle autorità, che la porterà a incastrarsi in un complotto più grande di lei.
Maximum Pleasure Guaranteed sembra promettere, da questa premessa, una commedia a tinte thriller, molto ritmata e facile da vedere. Il nuovo progetto targato Apple TV Plus fa tutto questo, ma lo fa con un rigore e con una carica di idee tali da renderlo irresistibile. Non dovrebbe essercene ormai bisogno, ma se deve esserci una consacrazione del talento di Tatiana Maslany, la si può trovare in questa serie. La sua capacità di alternare i registri, passando dal comico al drammatico, dalle sequenze in famiglia a quelle d’azione, è parte del grande godimento della visione.Il Maximum Pleasure è Guaranteed grazie all’ibridazione
L’ibridazione dei generi è ciò che tanti cercano, ma che pochi sanno fare. In Maximum Pleasure Guaranteed il thriller si fonde con la commedia femminile con un equilibrio quasi perfetto. Ci si ritrova a ridere pochi secondi dopo una scena di suspense. Sembra che la serie sia stata concepita dal suo creatore, David J. Rosen, a partire dal tono e solo poi, intorno a questo, sia stata costruita la trama che, nel suo essere un continuo (e talvolta implausibile) susseguirsi di colpi di scena, riesce a rilanciare sempre più in alto la posta in gioco.
Tutto funziona grazie al personaggio di Paula, un personaggio femminile postmoderno. È cioè consapevole delle attese che la società ha verso di lei e di tutti i pregiudizi che il suo essere donna e madre porta con sé. La vedremo destreggiarsi tra spietati serial killer e durissime feste di compleanno. Per via del processo per la custodia che dovrà affrontare, Paula ha bisogno di uscire dall’intrigo senza macchiare la sua immagine pubblica. Deve insomma risolvere il caso con eleganza, continuando ad apparire come una madre responsabile e una donna impegnata nella comunità locale. Per questo si offrirà di allenare la squadra di calcio della figlia.
Prendere la realtà e spingerla al massimo
Il senso di questa operazione, al di là del divertimento per chi guarda, sta proprio nell’ibridazione e nell’accumulo. È come se, grazie a questi passaggi netti di tono e di situazioni differenti, spesso contrastanti, la serie disegnasse con colori accesi l’intero ventaglio di emozioni e stress che colpisce una madre oggi.
Il thriller è la fatica di arrivare incolume a fine giornata. La commedia è l’ironia con cui bisogna vivere per non affogare. L’amore cercato, infranto e quello assoluto per la figlia è ciò che può dare senso a tutto, spingendo ad andare avanti e a buttarsi nell’avventura invece che evitarla o delegarla agli altri.
Così, grazie a Paula (e a Tatiana Maslany), Maximum Pleasure Guaranteed si eleva dal semplice divertissement che poteva essere e fa ben di più di quello che gli si chiedeva: parla di donne, di famiglia, di ruoli di genere con la complessità di un film d’autore e il divertimento di un blockbuster.