Mini-Mech Mayhem, strategia e robot in realtà virtuale – Recensione
Ogni partita a Mini-Mech Mayhem è imprevedibile e tremendamente divertente, una battaglia vissuta con il cuore in gola, nella speranza di aver fatto le giuste previsioni e di aver preso i dovuti accorgimenti
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Se le due produzioni sopracitate, anch’esse caratterizzate da una staticità pressocché totale, grazie alla VR riuscivano ad infondere nel gameplay una fondamentale ed irrinunciabile fisicità, necessaria per una corretta interazione con gli altri partecipanti alla partita, non può dirsi lo stesso della creatura di FuturLab, né più, né meno un gioco da tavolo, una rilettura molto fantasiosa degli scacchi se vogliamo, che ha comunque il grande pregio di presentarsi con regole e meccaniche chiare ed intriganti.
In Mini-Mech Mayhem si possono imbastire anche partite contro la CPU. Va da sé che solo in multiplayer il gioco dà il meglio[/caption]A partire da una visuale in prima persona, vi ritroverete di fronte ad una griglia, circondati dai tre avversari che dovrete battere. Si inizia posizionando su una casella il proprio Mini-Mech, unica unità a cui dovrete impartire una serie di comandi, al fine di accaparrarvi, prima di tutti, tre punti. Per farlo, potrete acciuffare il medaglione d’oro, posizionato casualmente sulla griglia all’inizio del match, oppure abbattere i robot degli altri partecipanti.
"Ciò che manca alla creatura di FuturLab, purtroppo, è la cura per i dettagli, carenza che si palesa in un gameplay sì funzionale, ma rinunciatario"Come facilmente intuibile, si gioca a turni, decidendo di volta in volta se spostarsi di qualche casella, o se aprire il fuoco decidendo a quale parte del corpo dell’avversario mirare. A seconda della parte colpita cambiano i malus inferti, dall’ovvia diminuzione della barra della salute, all’indietreggiamento di qualche casella.
Si tratta di una feature che nella sua semplicità rende imprevedibile e tremendamente divertente ogni partita, tutte vissute con il cuore in gola, nella speranza di aver fatto le giuste previsioni e di aver preso i dovuti accorgimenti. Soprattutto affrontando i propri amici, possono nascere contese vivaci e generose di momenti di pura ilarità.
Ciò che manca alla creatura di FuturLab, purtroppo, è la cura per i dettagli, carenza che si palesa in un gameplay sì funzionale, ma rinunciatario.
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Ovviamente ruotando la testa e muovendo il collo potrete osservare da diversi punti di vista la griglia. Ma è davvero troppo poco per giustificare il coinvolgimento della realtà virtuale[/caption]
Ne viene fuori un’esperienza riuscita a metà, ingiustificatamente costretta e proposta in realtà virtuale. Se le prime partite regalano risate a profusione, dando all’utente la possibilità di appassionarsi ad un gameplay comunque avvincente quanto basta, consumatosi l’impeto iniziale, scorgerete tutti i limiti e le mancanze di un prodotto che avrebbe necessitato di maggior attenzione e di una progettazione che scavasse più in profondità.
Comunque consigliato ai fan del genere, in cerca di un’esperienza senza troppe pretese.