Moving Out, un divertente party game che vi farà passare la voglia di traslocare | Recensione
Moving Out è un simulatore di traslocatore, party game dai toni decisamente demenziali, spassoso in solitaria, divertente in multiplayer
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Moving Out, esattamente come Good Job!, puzzle game per Nintendo Switch che abbiamo recensito solo qualche giorno fa, è un gioco dedicato agli imbranati di tutto il mondo, a tutti coloro che non riescono a concludere una giornata senza causare qualche piccolo (e grande) danno urtando inavvertitamente qualcosa, mancando rovinosamente una presa, incespicando maldestramente in qualche ostacolo.
Moving Out è un simulatore di traslocatore, party game dai toni decisamente demenziali e caciaroni, spassoso in solitaria, estremamente divertente se giocato in multiplayer locale.
Scegliendo il vostro avatar tra camaleonti antropomorfi, volpi con caschi spaziali ed esseri umani dalle proporzioni ovviamente deformate, senza troppi preamboli vi ritroverete nel cortile di una villetta a schiera il cui contenuto andrà svuotato e caricato sul camion fermo, in attesa pochi passi più in là. Divano, frigo, console naturalmente ed un notevole numero di pacchi dal contenuto più o meno fragile, tutto deve essere sollevato con la forza delle braccia, trascinato e accalcato sul mezzo.
Non basta svolgere il proprio compito con perizia, stando ben attenti a non dimenticare nulla. Oltre ad alcuni obiettivi secondari inizialmente ignoti, caratteristica che da sola vi costringerà a completare almeno una volta in più tutti i cinquanta livelli di cui si compone l’avventura, a influenzare il punteggio accumulato al termine del trasloco sarà soprattutto il fattore tempo.
Per questo motivo, feature che caratterizza più di altre Moving Out, non potrete andare troppo per il sottile, badando ben poco ai danni che causerete spostando mobili e quant’altro. Sedie lanciate fuori dalla finestra, effetti domino, rampe di scale usate come scivoli improvvisati, tutto è consentito purché vi serva a far presto.
Serve naturalmente un minimo di strategia, soprattutto quando coinvolgerete un vostro amico. Da soli sarà fondamentale considerare gli angoli e la disposizione delle camere della casa per evitare di restare incastrati da qualche parte quando deciderete di caricare il letto. Allo stesso tempo è fondamentale riservare spazio a sufficienza sul mezzo per il divano.
In multiplayer, se possibile, le cose si complicano ulteriormente, visto il maggior numero di oggetti da trasportare e, soprattutto, la necessità di coordinarsi al meglio. Il frigo si sposta più velocemente con quattro braccia, ma è fondamentale muoversi in sincro e imprimere forza nel lato giusto. Anche quando si tratterà di lanciare mobili di grosse dimensioni giù dalla finestra, o sopra al camion, serve tempismo perfetto se non si vuole rincorrere una poltrona volante in giro per lo scenario.
Per quanto la fisica, al pari dell’art design, sia naturalmente poco incline al realismo, nel lanciare un mobile da un aereo in volo a un altro, per esempio, dovrete calcolare attentamente la possibile traiettoria.
[caption id="attachment_210920" align="aligncenter" width="1000"] Completando livelli ed ottenendo medaglie sbloccherete nuovi personaggi da utilizzare[/caption]
Moving Out è il classico party game demenziale che non mancherà di allietare qualche serata in compagnia dei vostri amici. Al pari di Overcooked e Good Job!, non garantisce ore e ore di irrefrenabile divertimento. Va consumato a piccole dosi, in brevi partite, magari da condividere con qualcuno.
Senza alcun dubbio, la produzione del Team 17 dà il meglio di sé in multiplayer locale, modalità che elargirà risate a profusione sia ai giocatori stessi, sia a chiunque osservi passivamente l’azione su schermo.