Nacon Revolution Pro Controller 3, un ottimo compagno di giochi per imporsi online e non | Recensione
Il Nacon Revolution Pro Controller 3 si è sempre comportato alla grande, migliorando sensibilmente le nostre sessioni di gioco in termini di reattività e precisione.
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Quello delle periferiche dedicate al pro gaming è attualmente un mercato dalle ottime prospettive, sospinto come mai prima d’ora dal sempre più dilagante interesse per gli eSport. Tra streamer di successo e tornei dai montepremi milionari, la competitività tra i videogiocatori non è mai stata così cavalcata sin dai tempi delle sale giochi.
Se la scena PC non è affatto nuova a puntuali aggiornamenti hardware che si traducono, spesso e volentieri, anche nell’acquisto di tastiere e mouse tecnologicamente più raffinati ed accorti a certi dettagli, la novità di questi anni riguarda l’utenza console, fino a poco tempo fa praticamente esclusa dal fenomeno.
[caption id="attachment_208787" align="aligncenter" width="1000"] Ottima anche la croce direzionale. Non può certamente sostituire un buon arcade stick, ma messa alla prova con alcuni picchiaduro ci ha completamente soddisfatti.[/caption]
Come lascia intuire il nome, il Nacon Revolution Pro Controller 3 è il nuovo rampollo di una serie piuttosto fortunata, pad che eredita molte caratteristiche dal più raffinato Unlimited Pro, proponendosi tuttavia con un prezzo di lancio estremamente competitivo, poco più di cento euro.
Trattandosi di un controller asimmetrico, contrariamente al Dualshock 4 non presenta i due stick analogici allineati, caratteristica che per alcuni rappresenterà un plus, ma che non mancherà di far storcere il naso ai puristi, amanti della disposizione del pad in dotazione con PlayStation 4. Mai come in questo caso, tuttavia, si tratta solo di abitudine.
L’astuccio contiene tutto ciò che il pacchetto ha da offrire. Oltre al controller, ovviamente, troverete un cavo di alimentazione USB Type-C lungo tre metri, interamente di tessuto, così da renderne la rottura praticamente impossibile, e sei piccoli pesi da 10, 14 e 16 grammi che, come vedremo, andranno a cambiare l’ergonomia della periferica di Nacon.
Il primo contatto è assolutamente soddisfacente. Appena lo si stringe se ne comprova immediatamente la solidità costruttiva, mentre le dita trovano istintivamente il proprio alloggiamento tra i tasti e gli analogici. La superficie è lievemente porosa, a tutto vantaggio di una presa più salda.
Come anticipato, inoltre, i più pretenziosi potranno modificare la distribuzione del peso del joystick, utilizzando i piccoli cilindri metallici contenuti nel bundle. Si tratta di una finezza che solo pochi apprezzeranno appieno, ma anche i neofiti, a lungo andare e procedendo per tentativi, potrebbero comprendere ed apprezzare come cambia l’ergonomia della periferica in base a quanto carico si inserisce nei manubri.
Una volta collegato alla PlayStation 4, esclusivamente via cavo come vuole il codice del vero pro gamer, scoprirete che tutte le ottime sensazioni avute con il primo contatto saranno confermate giocando.
Un vantaggio rispetto all’Unlimited Pro va ricercato nella posizione dei quattro tasti programmabili. Incastonati come ormai di consueto nei due manubri del pad, sono meno sporgenti. Inizialmente sarà più difficile raggiungerli, questione di pratica, ma almeno eviterete la fastidiosa eventualità di premerli involontariamente.
Proprio relativamente a questi magici pulsanti, con cui attivare automaticamente anche combinazioni di comandi, è bene spendere due parole sul software con cui potrete personalizzare in ogni minimo dettaglio il controller.
Disponibile su PC, piattaforma su cui potrete utilizzarle il Nacon Revolution Pro Controller 3 senza alcun problema di configurazione, nonostante un’interfaccia non proprio chiarissima e pulita, il programma vi permetterà di settare la zona morta degli analogici e dei trigger; di rimappare completamente i comandi; di creare fino a quattro profili da richiamare al volo anche a partita in corso; di regolare l’intensità della vibrazione e persino il colore del piccolo led che circonda l’analogico destro.
Anche in questo caso si tratta di una feature rivolta agli esperti, che si divertiranno un mondo a cercare la configurazione perfetta con cui imporsi nei multiplayer competitivi o nei single player più impegnativi.
Tirando le somme, il Nacon Revolution Pro Controller 3 è un ottimo compagno di giochi, performante quanto basta da soddisfare i palati dei videogiocatori più intransigenti. C’è qualche piccola lacuna e il software non è così intuitivo da permettere anche ai neofiti di configurare al meglio il pad senza troppi grattacapi, ma il rapporto qualità prezzo è assolutamente vantaggioso.
In giro c’è di meglio, lo stesso Unlimited Pro è lievemente più raffinato, ma per poco più di cento euro non troverete nulla di paragonabile.