Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto: uno scontro tra passato, presente e futuro | Recensione
Nonostante un gameplay loop ormai consolidato e sempre riuscito, Pokémon Scarlatto e Violetto sono tecnicamente il punto più basso della saga
Perché è inutile girarci intorno, se non avete vissuto in una grotta, quest'ultimo mese ne avrete già letto di cotte e di crude sull'ultima generazione Pokémon. Scelte tecniche improponibili perfino per un hardware che ormai ha quasi sei anni sul groppone e, senza troppi giri di parole, il titolo della saga meno pulito di sempre.
Luci e Ombre di Pokémon Scarlatto e Violetto
A quest'ora, se foste stati davvero interessati a Scarlatto e Violetto, avrete sicuramente completato le tre campagne principali che portano al vero finale dell'avventura a Paldea. E vi sarete accorti da soli che il senso di libertà promesso dai trailer è, ahimé, solo relativo. Certo, una volta completato il prologo potrete avventurarvi dove volete ma, senza le abilità del leggendario, sarete comunque costretti a intraprendere un percorso preciso. Allo stesso modo, ho trovato alquanto inutile permettere di scegliere quale palestra affrontare per prima. Questo perché l'avversario non ha uno scaling di livelli e ci obbliga così a farmare esperienza o, peggio, non rappresenta una sfida se affrontato troppo tardi.
Ovviamente, ci sono alcuni momenti che sono comunque molto riusciti, e che piaceranno sicuramente ai fan dei mostriciattoli tascabili. La storia di Koraidon (e Miraidon) è interessante e ricca di spunti, anche grazie alla presenza di un personaggio come Pepe, che è stato davvero in grado di stupirmi in positivo. Un po' più deboli le altre due storie, sebbene alcuni dei personaggi riescono a ritagliarsi il proprio spazio. La nona generazione di Pokémon, nonostante sia l'aspetto più soggettivo del prodotto, regala accostamenti di tipi interessanti e nuove abilità molto utili. A rubare l'attenzione però, sicuramente i Pokémon Paradosso. I paradossi sono forme impossibili di Pokémon conosciuti e, sebbene sia convinto che saranno limitate a Paldea e alla nona generazione, sono incuriosito da cosa potrebbe essere mostrato nei probabilissimi DLC dedicati a questi titoli.
Purtroppo, per ogni cosa buona, ce ne è il doppio che lascia interdetti, o quantomeno storditi. La maggior parte delle prove delle palestre sono solamente una perdita di tempo o una nuova meccanica di gameplay che semplicemente non funziona. Altre sembrano essere state rimosse, o acconciate alla ben e meglio per poter rispettare la data di lancio. Insomma, capisco chi il gioco non l'ha voluto comprare o chi si è sentito profondamente deluso da Paldea.
Passato Scarlatto
"La realtà è che la nona generazione di Pokémon aveva bisogno di più tempo."Quale miglior modo di dare la sensazione di un open world vivo se non quella di eliminare qualsiasi tipo di interno? Quindi addio ai negozi, sostituiti da un semplice menù a schermo. Addio alle palestre, ora precedute da delle prove quasi del tutto inutili (simili a quelle di Alola). Addio perfino alle stanze dei Super Quattro, con la Lega Pokémon ridotta a un semplice monolocale in cui i campioni si daranno il cambio per sfidarci. E addio a qualsiasi edificio esplorabile, in Scarlatto e Violetto non si potrà entrare in nessuna casa tranne che nella nostra e in quella di Nemi. Sembra che Game Freak abbia messo a tacere la critica degli interni tutti uguali semplicemente eliminando ogni tipo di interno dal gioco.
L'unico aspetto che ci spinge a esplorare Paldea, oltre ai Pokémon, sono i 32 paletti sacri. Si tratta di veri e propri collezionabili che non solo non sono segnalati, ma ci metteranno di fronte a quattro Pokémon leggendari inediti. Sparsi per le terre spagnoleggianti poi, ci sono un quantitativo di oggetti ed MT che si rigenerano casualmente ogni giorno. Non sono nascoste, o meglio, non tutte, ma sono un incentivo a esplorare la mappa più volte o a tornare in un luogo già visitato.
Futuro Violetto
Anche sul fronte multigiocatore, Scarlatto e Violetto sono pieni di alti e bassi. Da un lato, Game Freak ha reso possibile il gioco co-operativo fino a quattro allenatori. I quattro condivideranno la Paldea dell'host, incontrando perfino le creature esclusive della versione scelta. Un'interazione che era già stata promessa dalla generazione precedente e che finalmente trova spazio in questa.
Sul versante raid però, mi trovo a riscontrare l'ennesimo passo indietro. Tramite la sezione apposita, si potrà accedere ai raid tutt'ora in corso, ma non è più possibile vedere gli amici che stanno giocando in quel momento. In più, nella maggior parte dei raid in evidenza, il timer è già scaduto, e il più delle volte ci è risultato impossibile aggiungerci. La scelta ricade quindi sui raid casuali, che potrebbero essere di qualsiasi difficoltà, impedendoci di ottenere i materiali necessari vincolati proprio a quelli più difficili. O costringendoci a affrontare solo quelli presenti nel nostro overworld o in quello degli amici della nostra cerchia.
Anche sul versante delle Quality of Life si è fatto qualche passo indietro rispetto a Leggende Pokémon Arceus. Se da un lato resta la possibilità di modificare le mosse a piacere in qualsiasi momento, dall'altro si torna a una gestione dei box oscena, con l'impossibilità di liberare in blocco gruppi di Pokémon e addirittura con un lag nel caricamento che non si è mai visto in 25 anni della serie.
Potrebbe trattarsi di una semplice distrazione, dato che per le prime due settimane di gioco il team si era dimenticato di programmare l'animazione del sonno (aggiunta con la prima patch).
Lettera di un assuefatto allenatore di Pokémon
Mi è stato detto da più persone che il motivo per cui Game Freak non si sforza più di tanto tecnicamente, è perché in ogni caso porterà a casa un risultato economico incalcolabile. E infatti, anche questa volta, Scarlatto e Violetto hanno superato ogni record dei predecessori, diventando i giochi Pokémon più venduti al lancio. Questo perché, per ogni giocatore che si lamenta di un bug o di un difetto grafico, ce ne sono almeno altrettanti a cui non importa, e che saranno sempre lì puntuali ad afferrare la propria copia il giorno d'uscita.
E credetemi, lo so bene, perché sono uno di quelli. Sono parte del problema. Ma mai come nella mia avventura a Paldea, mi sono trovato di fronte a un disastro visivo indifendibile. Potete vedere alcuni esempi negli screenshot di questa recensione. A questi vanno sommati i numerosi cali di frame e soprattutto i Pokémon che sparivano dietro le pareti. Eppure, nonostante tutto questo, sono andato avanti, assuefatto da una formula ormai consolidata e dalla voglia di scoprire tutti i nuovi mostriciattoli. Un po' come un cocainomane in cerca di una dose, mi sono ritrovato a fare le tre di notte cercando un cromatico, o proseguendo nell'esplorazione di posti completamente spogli e che non dovevano offrirmi altro che rabbia e seccatura.
Nei giochi invece, sembra che abbia puntato davvero al minimo sforzo massima resa e i risultati di mercato parlano chiaro. Un vero peccato perché, fino a questa coppia di capitoli, a fronte di un pacchetto esterno poco curato e spesso arretrato, ci trovavamo davanti un regalo interno ben più delineato e completo. Scarlatto e Violetto invece gli interni li hanno direttamente rimossi.


