Poochy & Yoshi's Woolly World, il piccolo porting di un grande platform - Recensione
Il piccolo capolavoro di Good-Feel debutta su Nintendo 3DS: la recensione di Poochy & Yoshi's Woolly World
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Yoshi’s Woolly World, maestosa produzione di cui abbiamo parlato benissimo nel giugno del 2015, nel pieno rispetto della tradizione inaugurata da Nintendo, impartì la solita lezione di game design a fan e addetti ai lavori, ma fu con la sua ammaliante grafica che si fece spazio nei cuori dei videogiocatori che gli diedero una chance, avvicinandosi, anche da questo punto di vista, al padre spirituale di questo platform bidimensionale, il mai troppo lodato Super Mario World 2: Yoshi's Island, anch’esso caratterizzato da uno stile inconfondibile che ha segnato un’epoca, oltre che l’infanzia e l’adolescenza di una generazione di appassionati.
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Raccogliendo tutti i gomitoli di lana presenti in un livello, ridarete vita ad uno Yoshi contraddistinto da colori e fantasie specifiche. Volendolo potrete vestirne i panni nel proseguo dell’avventura.[/caption]
Il paragone è impietoso, ma al tempo stesso ingiusto e ingiustificato vista la distanza, concettuale e di hardware, che intercorre tra i due sistemi. Più giusto godersi Poochy & Yoshi's Woolly World senza cercare il confronto, nella piena consapevolezza che, trattandosi di un porting fondamentalmente privo di vere e proprie novità, ha come target un pubblico neofita che non ha avuto il piacere (e l’onore) ai tempi, su Wii U.
"Nell’economia di Poochy & Yoshi's Woolly World, per goderselo appieno s’intende, i salti millimetrici hanno lo stesso impatto e valore di un’attenta perlustrazione dello scenario."[caption id="attachment_168083" align="aligncenter" width="600"]
Poochy Dash è una sorta di Super Mario Run semplificato in ogni ambito. Si tratta comunque di un gustoso riempitivo, divertente al punto giusto.[/caption]
Non che manchino sezioni più movimentate, magari incentivate da qualche trasformazione del simpatico draghetto in sottomarino o moto, ma nell’economia del gioco, per goderselo appieno s’intende, i salti millimetrici hanno lo stesso impatto e valore di un’attenta perlustrazione dello scenario. Anche e soprattutto in questo modo si apprezzano i piccoli colpi di genio lesinati, non sempre con equilibrio, da Good-Feel.
Come già anticipato, questo porting non è particolarmente ricco di novità. Le funzionalità integrate con gli Amiibo sono state potenziate, triplicando il numero di statuine che doneranno a Yoshi abilità particolari. Sono stati introdotti tutta una serie di deliziosi cortometraggi incentrati su simpatici siparietti tra Poochy e il draghetto di Nintendo. Per aiutare ulteriormente i neofiti è stata studiata una modalità dedicata in cui, fondamentalmente, ogni collezionabile verrà prontamente scovato da alcuni personaggi deputati al compito. Infine, il Poochy Dash: una manciata di livelli in pieno stile endless runner, in cui raccogliere monete e altri collezionabili, semplicemente saltando al momento giusto per imboccare il sentiero prescelto o per evitare gli ostacoli lungo il percorso. Stuzzicanti feature inedite, non c’è che dire, ma sicuramente non sufficienti per giustificare una seconda run.
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Grazie ad un comodo editor potrete colorare a piacimento il vostro Yoshi preferito, scegliendo persino di utilizzare un materiale diverso dalla classica lana.[/caption]
Imperdibile per gli appassionati di console portatili, salti millimetrici e dinosauri che sparano uova. Tutti gli altri, potendoselo permettere, farebbero comunque bene a recuperarne la versione per Wii U.