Recensione - Kyn
Un gioco di ruolo occidentale che mischia l'ambientazione nordica ed il fantasy tradizionale: la recensione di Kyn
La stessa esistenza di un gioco come Kyn fa onore a chi lo ha sviluppato, visto che si tratta di un titolo realizzato da sole due persone. Se questo potrebbe apparirvi non cosi straordinario, sappiate sin da subito che siamo di fronte a un qualcosa di molto più profondo ed evoluto del classico indie mordi e fuggi, dal momento che il titolo del duo noto come Tangrin Entertainment è un ambizioso RPG dall’impostazione a metà fra Diablo e Baldur’s Gate, che può arrivare a tenere impegnati i giocatori per diverse decine di ore di gioco. Insomma, tutto si può dire meno che questi titolo manchi di ambizione e voglia di stupire, anche se non tutto risulta perfettamente implementato.
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Kyn - screenshot[/caption]
Kyn è un titolo con visuale isometrica, che fonde il sistema di combattimento punta e clicca à la Diablo con soluzioni di gioco tipiche dei giochi di ruolo occidentali classici, quali un team da gestire e un approccio alla lotta più riflessivo e tattico. Bram e Alrik all’inizio della loro disperata impresa sono in due, ma ben presto altri avventurieri si uniranno al party; è possibile mettere insieme sino a sei combattenti, ciascuno con tre caratteristiche fondamentali da gestire e potenziare: Mind, Body e Control. Man mano che si progredisce nell’avventura, completando quest e aree di gioco ed uccidendo nemici, si sbloccano skill points da assegnare a una caratteristica o all’altra, migliorando così elementi come punti ferita, l’hit rate, il quantitativo di danni inflitti e la velocità d’azione. Per ogni cinque punti assegnati a una delle tre caratteristiche, inoltre, si sblocca una particolare abilità legata alla skill sviluppata, che può essere quindi magica, di controllo del territorio, di cura, attacco e cosi via. Delle molte sbloccate via via che si gioca se ne possono attivare fino a due alla volta, più una legata a delle particolare pietre magiche ottenibili durante le varie quest, che modificano, talvolta in maniera anche radicale, gli effetti delle varie abilità, producendo in definitiva un sistema piuttosto vario, che obbliga il giocatore a mutare continuamente le abilità attivate e con esse l’approccio alla battaglia. Ancora più significativo e incidente e il sistema di crafting, probabilmente persino più importante degli skills points nel determinare la forza dei nostri avventurieri; ci sono letteralmente migliaia di oggetti ottenibili lungo l’intera avventura, quasi tutti craftabili, per ottenerne via via di nuovi sempre più forti, un comparto questo davvero curato e profondo che saprà regalare molte soddisfazioni a chi avrà voglia di approfondirlo.
"l’azione non è in real time come in Diablo o Torchlight, e si può riflettere per qualche istante sul da farsi di fronte all’assalto nemico, rallentando il tutto con un click, ma il tempo è tiranno, e nel giro di pochi secondi torna a fluire alla sua normale velocità"[caption id="attachment_145663" align="aligncenter" width="600"]
Kyn - screenshot[/caption]
Il gioco scorre in modo lineare ma piacevole, l’intera avventura è divisa in vari capitoli, la varietà degli scenari è tanto notevole in termini di stile e cosmesi generale quanto discutibile dal punto di vista del level design; le aree sono piene di sub quest, collezionabili, nemici da abbattere e cose da fare, ma sono tutte piuttosto guidate, poco varie e molto prevedibili. Notevoli sono però i numerosi enigmi e le situazioni in cui il tatticismo prevale sulla forza bruta. Spesso e volentieri sarete chiamati a dividere il party in due o più gruppi, per assaltare, ad esempio, una fortezza che non potreste far vostra con un attacco frontale, o per risolvere rompicapi che richiedono un approccio di squadra e pensiero laterale.
In definitiva Kyn è un titolo piacevole, più che un’esperienza imperdibile è un divertissement per gli appassionati del genere, che ci sentiamo di consigliare a patto che le aspettative generali restino basse e si sia disposti a chiudere un occhio sul livello generale della produzione, che manca in vari aspetti (bilanciamento della difficoltà, interfaccia, sistema di combattimento, grafica) di quella pulizia generale che ne avrebbe fatto un titolo imperdibile.