Recensione - Typoman

Un eroe coraggioso e pieno di speranza, un mondo da salvare con il potere della parola: la recensione di Typoman

Un giorno troverò qualcosa di interessante da scrivere qui dentro.


Condividi

Typoman gioca con le parole, ludicamente e concettualmente, assecondando quelle che sono le sue due anime, quella platform e quella emotiva, di stampo classico la prima, indie la seconda, e nel farlo rimane sempre dentro un range di godibilità assicurata, seppure tra qualche alto e basso, seppure non riesca ad esaltarsi in nessuna delle sue componenti, rimanendo spesso indeciso sul da farsi, sul come sbilanciarsi, su quale aspetto privilegiare, a dispetto dell'altro. Per quello che dura, circa quattro ore, può tutto sommato permetterselo, vista l'originalità dell'idea di partenza dei ragazzi di Brainseed Factory.

Occorre subito dirlo, giocare Typoman richiede una certa conoscenza della lingua inglese, niente di particolarmente impegnativo, ma coloro che fossero totalmente a digiuno dell'idioma non ne ricaverebbero soddisfazione alcuna, incapperebbero nel primo puzzle e lì si fermerebbero, perché caratteristica fondante del gameplay di Typoman è prendere le lettere e comporre parole, ed il significato di quelle parole va ad agire sul mondo di gioco, in maniera alcune volte prevedibile, altre sorprendente. Il giocatore viene introdotto gradualmente e con bravura a questa dinamica, ed alle altre che compongono l'ossatura del gameplay, durante delle prime fasi di gioco, che lo accompagnano attraverso un mondo devastato, nel quale pericolosi esseri composti di lettere, come l'eroe, anzi HERO, vagano alla ricerca di tutto ciò che conserva ancora vita in sé. E' la contrapposizione tra umanità e meccanica, ma tutto in realtà fatto di lettere, l'origine e la sostanza sono le stesse, e sopra di esse il logos, o forse Dio, o forse è la stessa cosa, un'entità luminosa e portatrice di speranza.

[caption id="attachment_148536" align="aligncenter" width="600"]Typoman screenshot Typoman - screenshot[/caption]

Nel gioco che della lettera fa la sua chiave di volta la storia non viene raccontata tramite parole, ma tramite spesso emozionanti brevi scene, e la sua bellezza sta nel non volersi infilare dappertutto, lasciando tante domande, dalla sua genesi ad alcuni passaggi del suo progredire. E' comunque quanto basta ad affascinare il giocatore, quasi come in quelle produzioni che puntano tutto sull'atmosfera, ma Typoman è soprattutto un platform costellato di piccoli enigmi, e risiedono lì le sue migliori qualità, quando si incontrato situazioni da risolvere mettendo insieme le lettere trovate sul percorso, prosciugando una pozza, componendo la parola “drain”, sollevando un ascensore, scrivendo “lift”, facendocisi scudo dal male con la parola “life”. Gli sviluppatori sono stati abili nell'inserire nel gioco una vasta serie di situazioni, per la maggior parte diverse tra loro, nelle quali il giocatore deve spremersi le meningi per andare in avanti. E quando veramente non ce la fa a generare la soluzione, può accedere ad un rapido e chiaro aiuto, tramite il GamePad, anche se ovviamente il consiglio è quello di ricorre il meno possibile a tale supporto, per non rompere l'equilibrio del gioco.

"La componente platform non serve solamente come base sulla quale è stata applicata l'idea a base di lettere e parole, è ugualmente rilevante"

La componente platform non serve solamente come base sulla quale è stata applicata l'idea a base di lettere e parole, è ugualmente rilevante, soprattutto quando il level design si dimentica brevemente della sua sovrastruttura, e punta sul classico, quindi sul salto preciso, magari inserito in sequenze particolarmente intense, come quella nella quale si scappa da un incendio. Lì il gioco diventa quasi cattivo, richiedendo una precisione millimetrica nel salto e di decimi di secondo nel tempismo, e si arriva a morire spesso. E' la prima breccia in un gameplay che dopo poco l'inizio dell'avventura denuncia alcuni problemi, su tutti il ricorso ad un trial and error spesso frustrante, un sistema di controllo rigido ed una imprecisione gestione di alcuni dettagli, come gli appigli.

[caption id="attachment_148537" align="aligncenter" width="600"]Typoman screenshot Typoman - screenshot[/caption]

Tecnicamente la produzione di Brainseed Factory si presenta bene, mostrando al giocatore un mondo in rovina, realizzato tramite un buon 2D che punta sulla parallasse per arricchire l'impatto visivo, comunque essenziale, scarno, spento, coerente con le ambientazioni ed il tono generale del gioco. Peccato che con una certa frequenza fastidiosi ed inspiegabili rallentamenti ne inficino l'attraversamento, rompendo anche la fluidità necessaria in giochi simili, che non si articolano in livelli ma in un'unica lineare progressione. Buono è anche il comparto sonoro, i brani d'accompagnamento ma soprattutto gli inquietanti effetti sonori, che contribuiscono ad immergere il giocatore in un'atmosfera di rassegnazione e tristezza. E' in definitiva produzione interessante Typoman, fondata su un'ottima idea, implementata discretamente ma non perfettamente compiuta, ed alla quale si accompagnano fondamentali platform rivedibili.

Continua a leggere su BadTaste