Romulus, la recensione degli episodi 5 e 6
Scopriamo chi sono gli altri, il popolo ribelle di Romulus e come la loro storia si inserisce nella mitologia
Catturati dalla tribù degli "altri" che con un colpo di mano si scopre essere in realtà quella cruciale, la tribù con la mitologia della lupa che “ribattezza” i due come suoi figli, in una specie di origine probabile della mitologia di Roma, in modi diversi Yemos e Wiros vengono portati dalla loro parte. È la parte più interessante in assoluto del racconto fino ad ora, cioè come in quel mondo tribale l’adesione alle tribù potesse essere fluida. Yemos e Wiros dopo una lunga sosta nelle foreste come parte di un’iniziazione sono pronti ad un’altra origine, non sentono grande affiliazione. Il primo sarà radicalizzato con gli ideali e i miti, per il secondo basterà una buona vecchia orgia e una probabile linea sentimentale.
Non ci sono dubbi che la resa del popolo di Rumia sia la componente più riuscita della serie: è effettivamente un altro mondo da tutti i punti di vista non solo per trucco, parrucco e costumi (che comunque sono di gran livello) ma anche per come si muovono, per la componente spirituale della ragazza albina con le visioni e per la qualità dei volti. Visivamente sono fortissimi, anche il luogo in cui vivono, una specie di gola che gli fa da tana in logica prosecuzione con la mitologia che li pervade e la metafora del lupo, è vincente. E anche se il capo, la donna al vertice di tutto, un po’ è abbigliata come Diego Abatantuono in Attila, flagello di Dio, lo stesso mani e volto vincono la partita.

Quell’idea di avere un po’ di Revenant e un po’ di Valhalla Rising che Rovere aveva dichiarato all’epoca di Il primo re quindi trova la realizzazione maggiore. Certo, anche questo episodio rimane un po’ annacquato, cioè più lungo e dilatato di quel che effettivamente ha da raccontare, ma ormai è chiaro che è una caratteristica della serie (che peccato!). Nonostante infatti questa puntata faccia il lavoro fondamentale di illustrare il nuovo popolo e gettare una luce su di loro e sulla mitologia, di fatto non accade niente. Si parla molto ma succede poco.

Come sempre, tutto perfetto, peccato che non vada granchè lontano. Romulus è sempre più impeccabile visivamente e dotato del soggetto giusto (finalmente qui c’è anche un vero momento emozionante legato alle pitture rupestri) ma con i dialoghi e la sceneggiatura di puntata deboli, lenti e incapaci di sostenere o rilanciare sul comparto visivo. Lo si vede nella scena dell’incendio (ottima per svolgimento, tensione, e di nuovo idee visive!), in cui è tutto giusto per l’ennesima volta ma il potenziale è sempre un po’ sottosfruttato.