Tekken 7, la saga picchiaduro torna a menare duro
La recensione di Tekken 7, eccellente ritorno di una delle saghe picchiaduro più amate di sempre
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Claudio, uno dei nuovi lottatori introdotti in Tekken 7[/caption]
La nuova modalità storia è divertente ed appagante, ma dura un paio d'ore o poco più. Infarcita di filmati, racconta la fine (o forse no) dell'interminabile saga della famiglia Mishima. Vestendo i panni di Heihachi e Kazuya e di altri personaggi in qualche modo coinvolti coi loro affari, scoprirete oscuri retroscena, al contempo chiudendo alcuni conti rimasti sospesi troppo a lungo. Ci sono anche brevi filmati dedicati ad ogni lottatore del folto roster, in nome della tradizione, che vi attendono alla fine dei "Capitoli della Storia". A tenere occupati i giocatori solitari troviamo poi la battaglia tesoro, la sezione più longeva del gioco, grazie alla quale possiamo impegnarci a sbloccare tantissimi oggetti per personalizzare i nostri lottatori preferiti nel menu apposito. Non mancano ovviamente Pratica e Arcade, mentre fa sentire la sua assenza un Tutorial. In parte giocando la modalità storia alcuni dettagli sul gameplay ci vengono insegnati, effettivamente, ma al giorno d'oggi un picchiaduro che vuole abbracciare l'utenza più ampia possibile dovrebbe offrire una sezione d'apprendimento divertente e ben studiata. Nel caso di Tekken 7 sarebbe stata la manna dal cielo, ma purtroppo se volete comprendere le nuove meccaniche Rage vi dovrete documentare via Internet, spulciando Youtube o forum vari. Come avrete intuito, torna la possibilità di personalizzare l'estetica dei lottatori, acquistando con la valuta virtuale un'infinità di oggetti indossabili. Ce n'è davvero per tutti i gusti, tanto che ci siamo ritrovati a perdere ben più tempo nelle Battaglie Tesoro e nel menu di personalizzazione che non a gustarci la saga dei Mishima!
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Torna la modalità personalizzazione, ricchissima di oggetti che vanno dal sexy al ridicolo, tutti da sbloccare o comprare con denaro virtuale[/caption]
Un sistema di combattimento così sfaccettato e denso, ovviamente arricchito per l'occasione con nuove mosse per i personaggi storici, offre ulteriori sfumature dettate dagli stage. Grazie alle varie evoluzioni passate del franchise, le arene offerte da Tekken 7 influenzano direttamente il gameplay, visto che alcune sono limitate proprio come accadde per la prima volta nel quarto capitolo, altre sono invece infinite come da tradizione, ed altre ancora offrono pareti che si possono sfondare e livelli secondari. Da citare infine il foltissimo roster, popolato da volti vecchi e nuovi. Per poter approfondire a dovere la conoscenza con 38 personaggi differenti ci vorrebbero mesi, ma tra la nostra esperienza pad alla mano e consultandoci con la community si può affermare con tranquillità che Bandai Namco ha fatto un lavoro certosino anche in questo frangente, offrendo un gruppo di lottatori folto, variegato e ben bilanciato. Farà storce un po' il naso ad alcuni Akuma da Street Fighter, inserito con il proprio parco mosse completo di Hadoken ed EX, eppure è divertentissimo da usare e non poi così imbattibile come ci saremmo attesi. L'italiano Claudio è elegante ed interessante da padroneggiare, mentre Katarina è entrata nelle nostre grazie con la sua potenza e bellezza. La new entry della famiglia Mishima è la moglie di Heihachi, Kazumi, davvero letale e piuttosto infame da sconfiggere nella modalità Storia. Citiamo infine Lucky Chloe, discussa new entry decisamente kawaii, odiosa per alcuni, adorabile per altri. Certo è che a dispetto del suo look cuccioloso mena come un fabbro.
L'ultimo tassello dell'opera Bandai Namco è rappresentato dalla componente tecnica. Abbandonati gli engine proprietari, per lo sviluppo di Tekken 7 si è scelto l'Unreal Engine 4 ed il risultato è decisamente apprezzabile. Perfettamente ancorato ai 60 FPS, il motore di gioco offre personaggi grandi e ben dettagliati che si muovono con animazioni eccezionali come da tradizione in ambienti ben caratterizzati. Forse si è persa un po' di personalità per strada e sicuramente l'apprezzamento allo stile estetico rimane un aspetto decisamente soggettivo. In questa sede possiamo però confermare un lavoro svolto con tutti i crismi del caso. La versione migliore è quella PC, che fortunatamente esordisce già perfettamente funzionante, completa di online, senza alcun bug apparente e ben ottimizzata. Cosa volere di più? Su console la risoluzione inferiore ai 1080p su PS4 e addirittura scalata a 720p su Xbox One non sono l'ideale, ma il compromesso è stato scelto per poter offrire un frame rate perfetto. Se avete una Playstation 4 Pro potrete invece godere di un titolo che gira realmente in Full HD e praticamente identico alla versione PC per qualità grafica.