The Flash 3×22, “Infantino Street”: la recensione
La nostra recensione del ventiduesimo episodio della terza stagione di The Flash, intitolato “Infantino Street”
Pur di salvare la vita della donna che ama, il disperato protagonista dello show decide di mettere in atto una spericolata rapina presso il quartier generale dell'A.R.G.U.S. per rubare l'unico dispositivo - si tratta di tecnologia aliena dei Dominatori - in grado di alimentare lo Speed Force Bazooka creato dalla scienziata Tracy Brand, capace, potenzialmente, di intrappolare Savitar nella Forza della Velocità. Per fare ciò, Barry chiede aiuto a un suo storico avversario, Capitan Cold, che va a prelevare direttamente da un passato in cui era impegnato a far squadra con le Leggende, prima di trovare la morte. Sulla loro strada, però, i due trovano degli ostacoli, il più pericoloso dei quali è il feroce King Shark.
Nel finale dell'episodio scopriamo quello che sarà il fato di Iris West, ma scegliamo di omettere questo importante dettaglio nell'analisi dell'episodio.
Infantino Street, penultimo capitolo di questa stagione di The Flash, ha e avrà un'importanza capillare nelle dinamiche dello show e propone una storia di grande intensità, specie nella sua parte finale, nonostante diverse soluzioni narrative piuttosto pretestuose, e forse persino irritanti.
Di contro, l'intera trama di Infantino Street si regge sulla rapina di quello che è uno scontatissimo MacGuffin, guarda caso in possesso di un'organizzazione governativa - guidata da Lyla, un'alleata che i fan di Arrow conoscono bene - e custodito in un luogo virtualmente inespugnabile: la trovata, funzionale a far fare squadra a Flash e Capitan Gold e a "riempire" un episodio, è molto forzata, così come la scelta della suddetta leader dell'A.R.G.U.S. di non aiutare il Velocista Scarlatto per motivazioni francamente discutibili, dato che in gioco c'è la vita di una povera innocente. Tutto questo assume una connotazione ancora più irritante visto che, poco dopo, Lyla si dimostrerà velocemente capace di cambiare idea, grazie all'ennesima dimostrazione di eroismo di Flash: ce n'era davvero bisogno?
Inoltre, fa sorridere pensare che il protagonista pensi di rivolgersi proprio a un suo Nemico - la maiuscola non è casuale - peraltro morto nel presente e da recuperare tra le pieghe del tempo, quando a una manciata di chilometri di distanza c'è il suo amico Oliver Queen alias Green Arrow, che nella sua stagione attualmente in corso è stato in grado di penetrare un carcere di massima sicurezza per far evadere il suo amico Diggle. Non sappiamo a voi, ma a noi appare un bel controsenso, che non possiamo esimerci dal sottolineare.
Venendo agli easter eggs e riferimenti ai fumetti DC e non solo, partiamo ovviamente dal titolo, che rimanda alla via in cui Iris potrebbe essere assassinata da Savitar: il tutto è un omaggio al leggendario artista Carmine Infantino, tra le altre cose co-creatore del personaggio di Barry Allen - assieme a Gardner Fox e Robert Kanigher - sulle pagine dell'albo Showcase #4 (1956). Altro interessante character DC Comics che fa, indirettamente, la sua apparizione nello show - con una targa affissa all'esterno della cella in cui è detenuta - è Cheetah, iconico villain di Wonder Woman, la cui iterazione più famosa la vede come mostruoso alter ego dell'archeologa Barbara Ann Minerva, trasformata in un felino antropomorfo affamato di carne umana a causa di una maledizione scagliatale addosso dallo spietato dio Uzkartaga: la vedremo esordire prossimamente nell'Arrowverse?
Sottolineiamo i riferimenti allo storico programma di Discovery Channel intitolato Shark Week - a cadenza annuale sin dal 1988 - e al film Jaws (1975), in italiano noto come Lo squalo, diretto da Steven Spielberg. Infine, la ballata che ascoltiamo in apertura di episodio è il recente brano, datato 2016, Murder Song (5, 4, 3, 2, 1) della cantante AURORA.