The Flash 4x12, “Honey, I Shrunk Team Flash”: la recensione
La nostra recensione del dodicesimo episodio della quarta stagione di The Flash, intitolato “Honey, I Shrunk Team Flash”
Questo caso, inoltre, potrebbe essere connesso con un delitto del passato per il quale Big Sir, compagno di Barry in carcere, sembra essere stato ingiustamente ritenuto responsabile.
La quarta stagione di The Flash continua a sorprendere. Come sappiamo, il protagonista è momentaneamente fuori dai giochi a causa del grande piano ordito dal Pensatore. Già da qualche episodio, infatti, siamo spettatori di un nuovo status quo all'interno delle dinamiche dello show. Quella che è senza dubbio stata una mossa rischiosa sta pagando molto bene, portando grande freschezza e dinamicità alla trama generale. Gli autori hanno saputo dimostrare di poter mettere tranquillamente in stand-by la storyline principale di questa stagione per concentrarsi su filoni narrativi più sottili e brevi, che inevitabilmente vanno però a espandere la storia sia in senso verticale che orizzontale.
In Honey, I Shrunk Team Flash assistiamo a una storia molto semplice, nonostante l'ingarbugliato intreccio che va a connettere abilmente il passato e il presente per mezzo di personaggi minori, e che non spicca di certo per originalità. La soluzione narrativa che porta, in qualche modo, al rimpicciolirsi di alcuni personaggi non è sicuramente inedita, visti i tanti esempi ai quali possiamo guardare, dal film citato indirettamente nel titolo dell'episodio - ci arriviamo più avanti - a uno dei recenti successi Marvel Studios (Ant-Man di Peyton Reed) finanche alla presenza, già da alcuni anni, del personaggio di Atom nell'Arrowverse. Ma nonostante questi "precedenti", la storia di Honey, I Shrunk Team Flash funziona benissimo, dando grande spazio ad alcuni personaggi rimasti un po' in secondo piano negli ultimi tempi, come Harrison Wells, o che sembravano essere mere comparse all'interno di un grande cast, come Cecile. Proprio quest'ultima, che tutti noi avevamo forse colpevolmente bollato come "inutile", si sta rivelando un ingranaggio sempre più essenziale in un motore ben oleato, il cui rendimento è spesso ottimale.
Discrete ma non perfette sono inoltre le soluzioni tecniche che portano a una resa visiva dei personaggi dei personaggi rimpiccioliti accattabile, a partire dal lavoro di post-produzione e montaggio.
Insomma, nonostante The Flash abbia già tre stagioni e mezza sul groppone, siamo di fronte a uno show che continua a crescere molto bene, al netto di qualche occasionale scivolone. E la sensazione è che il meglio debba ancora arrivare.
Sylbert Rundine, nuovo villain che appare in questo episodio, ha un equivalente omonimo a fumetti, che fa il suo esordio sulle pagine di The All-New Atom #2 (2006), creato da Gail Simone e John Byrne, anche conosciuto con il nickname Dwarfstar. Il criminale, i cui poteri sono speculari alla sua iterazione televisiva, diviene un ostico avversario per Ryan Choi, il secondo Atom.
Sempre in ambito cinematografico, Barry cita il film intitolato The Shawshank Redemption (1994) di Frank Darabont, conosciuto in Italia con il titolo di Le ali della libertà e ispirato a un racconto breve di Stephen King.