The Man in the High Castle 2x09 "Detonation": la recensione
La nostra recensione dell'ottavo episodio di The Man in the High Castle, intitolato Detonation
L'unico a vivere apparentemente nella pace interiore ed esteriore, è proprio il ministro Tagomi il quale, dopo essere riuscito a rappacificarsi con la sua famiglia, anche e soprattutto grazie alla vicinanza e la comprensione di sua nuora Juliana, e avendo assistito alla fine della crisi missilistica cubana che minacciava quella realtà, comprende di dover tornare nel suo mondo per cercare di salvare quante più persone possibili dalle tensioni tra nazisti e giapponesi e che potrebbero portare ad un conflitto potenzialmente disastroso. Così Tagomi si farà consegnare da Juliana un filmato dell'esplosione della bomba ad idrogeno nell'atollo di Bikini, nelle isole Marshall per portarlo nella sua realtà ed usarlo, se necessario, per evitare il conflitto, decisione che si rivelerà decisamente utile, se non salvifica.
Messo alle strette dalla fuga di notizie avvenuta in America, il Cancelliere Heusmann chiama John Smith per rimproverarlo di aver permesso che la resistenza arrivasse a tanto e, in diretta televisiva, conferma la morte di Adolf Hitler, rivelando però un particolare di fondamentale importanza, il Führer non è morto per cause naturali, ma è stato avvelenato dai giapponesi, un'azione che Heusmann promette di punire con una pronta vendetta e che definisce "un atto di guerra".
Con i giapponesi messi sotto inchiesta dal Reich per la morte di Hitler, Frank, Sarah ed i loro compagni della resistenza pensano che questo sia il momento ideale per colpire, soprattutto dopo che Frank scoprirà come si sono svolti i fatti quando Ed e Robert Childan sono andati a saldare il loro debito con la yakuza e la kempeitai ha risparmiato loro la vita. Il racconto lo rende sospetto e Frank affronta il suo amico di sempre Ed il quale gli confessa di averlo spiato per conto dell'ispettore Kido, ma di non aver rivelato loro nulla del loro piano dinamitardo. Il rischio che Kido sappia qualcosa, accelera ulteriormente i tempi della Resistenza i cui membri hanno in programma un piano piuttosto semplice, guidare una macchina fino alla sede della kempeitai con a bordo Sarah che fingerà di essere l'amante del generale Onada, parcheggiare l'auto imbottita di esplosivi nel garage sotterraneo e far saltare tutti in aria. Convinto, dopo aver visto il film di Juliana, di essere comunque destinato a morire, Frank si offre volontario per la missione che, nonostante qualche intoppo verrà portata a termine, uccidendo apparentemente sia lui che Sarah, oltre al generale Onada e tutti suoi dignitari, ma risparmiando invece l'ispettore Takeshi Kido.