The Postcard Killings, la recensione
Diretto dal regista bosniaco Danis Tanović, The Postcard Killers è un crime dal vero sapore europeo
Il detective newyorkese Jacob Kanon (Jeffrey Dean Morgan) è chiamato sulla scena di un crimine a Londra: ma stavolta non si tratta della solita routine, perchè la vittima è sua figlia, uccisa e mutilata insieme al marito durante la luna di miele. La morte della figlia è però solo l’inizio dell’incubo: presto una serie di simili omicidi, accomunati da delle cartoline anonime spedite dal killer, macchieranno altre capitali europee e porteranno Jacob, con l’aiuto di una giornalista svedese, a fare i conti con l’origine del male e con il suo stesso lutto.
The Postcard Killings soffre però purtroppo dell’ansia di affrettare le cose, del rivelare troppo presto, smorzando la densa atmosfera iniziale in spiegazioni accelerate, a volte anche tramite ingenui “spiegoni” da parte dei personaggi. Nonostante questo Tanović trova un suo preciso ritmo, un suo mood, che per i meno esigenti verso il rigore investigativo (molte cose sono messe proprio lì dove è comodo che siano…) riesce anche a coprire le ingenuità di trama.
Resta comunque il desiderio di vedere di più di questa Europa, non in senso estetico ma in senso tematico. A un certo punto viene infatti brevemente accennato il principio di libera circolazione delle persone e delle merci, e per un momento questo principio sembra davvero spostare pesantemente le sorti dell’investigazione. Tuttavia il discorso viene subito abbandonato, lasciando purtroppo in sospeso quella che poteva essere una prospettiva davvero originale: ovvero le implicazioni delle leggi comunitarie nei processi investigativi, il loro inficiare nei risultati della detection.