Wilderworld: Prologo, la recensione
Abbiamo recensito in anteprima per voi Wilderworld: Prologo, storia che innesca il primo crossover Wilder
A un anno dall'ideazione del progetto Wilder e a circa sei mesi dal lancio delle prime serie, giunge - un po' a sorpresa - una storia che negli Stati Uniti verrebbe definita un one-shot, o un numero zero. Il parallelismo con i comics d'oltreoceano non è casuale, dato che l'etichetta creata da Jacopo Paliaga e French Carlomagno guarda dichiaratamente a quel mondo, senza generare "scopiazzature" ma cercando di attingere agli elementi fondanti - in particolare l'impianto narrativo e una continuity unificata - e dar vita a un ibrido decisamente originale che risenta del background italiano dei tanti autori coinvolti.Wilderworld: Prologo racconta - come suggerisce il titolo - del principio di qualcosa, e questo qualcosa non è altro che il primo evento crossover che connetterà non solo tutte le serie Wilder già pubblicate - Australia, Elliot, Black Rock e Il cuore della città - ma anche le storie che non hanno ancora visto la luce del sole, o meglio quella degli schermi di computer, tablet e smartphone sui quali abbiamo imparato a conoscere e amare i suddetti titoli.
Questo misterioso essere - il cui ruolo ricorda molto quello del Monitor nel Multiverso DC - è alla ricerca di qualcosa, o qualcuno, e intraprende un viaggio multidimensionale che lo porta, ad ogni salto, a esplorare i vari mondi del Multiverso Wilder: il lettore avrà quindi modo di ritrovare gli scenari di Australia, Elliot, Black Rock e Il cuore della città, ma anche altre rappresentative di storie ancora tutte da rivelare. L'intento del protagonista di Wilderworld: Prologo è ancora sostanzialmente ignoto - anche se qualche dettaglio viene fornito - e tutto da scoprire nei prossimi mesi, in cui ci sarà presumibilmente svelato il grande progetto volto a unire in un crossover tutte le realtà di questa ambiziosa etichetta.
Il tutto è confezionato egregiamente, con i testi di Jacopo Paliaga, Dario Sicchio, Leonardo Favia, Capitan Artiglio, Andrea Gagna e Francesco Savino, e i disegni di French Carlomagno, Jacopo Vanni, Giorgio Abou Mrad, Oscar, Francesco Montarino, Giulio Rincione e Ludovica Ceregatti: nomi che ormai non sono più promesse, ma certezze del panorama fumettistico italiano.
Ha dunque inizio la nuova era di Wilder, una coraggiosa realtà che ha saputo divenire grande in pochissimo tempo: adesso, però, la posta in gioco è ancora più alta, e non vediamo l'ora di scoprire quello che gli autori dell'etichetta ci riserveranno.
