Chi segue la nostra rubrica dedicata ai migliori episodi de I Simpson sa che spesso tessiamo le lodi di John Swartzwelder, autore di alcune delle puntate più famose e amate della serie e conosciuto come uno dei migliori sceneggiatori comici esistenti. Il suo lavoro sulla serie (ha scritto in totale 59 puntate) è considerato seminale per un’intera generazione di autori comici.

Sono passati quasi vent’anni da quando Swartzwelder ha lasciato la serie, e ieri il New Yorker ha pubblicato la prima, grande intervista rilasciata dallo sceneggiatore da allora. Nell’intervista, si ripercorre l’esordio al Late Night With David Letterman nel 1983, incarico ottenuto grazie a un curriculum inviato su una lettera con scritto “Battute gratis all’interno!”, e il suo lavoro al Saturday Night Live. Ma soprattutto si parla dei Simpson, per esempio vengono elencati alcuni dei suoi episodi preferiti:

  • 2×09 – Grattachecca e Fichetto e Marge
  • 3×04 – Bart l’assassino
  • 317 – Homer alla battuta
  • 3×19 – Morire come un cane
  • 5×17 – Bart vince un elefante
  • 6×15 – Homer il clown
  • 8×18 – Homer contro il 18° emendamento
  • 8×23 – Il nemico di Homer

Swartzwelder rivela che il processo di scrittura degli episodi non era volto a far ridere bambini o adulti… ma altri sceneggiatori:

Cercavamo di farci ridere a vicenda. Lo scopo era far ridere altri sceneggiatori comici, erano loro il nostro pubblico. Per fortuna, molte altre persone, grandi e piccini, apprezzavano le stesse battute che facevano ridere noi.

[…] Ecco come funzionava quando lavoravo lì, all’epoca. Veniva assegnata una storia a uno sceneggiatore, spesso era una storia che aveva ideato lui per primo, anche se non sempre. Si passavano due giorni nella stanza degli sceneggiatori: tutti aiutavano a dare struttura alla storia, aggiungendo battute, e così via. Poi lo sceneggiatore scriveva una prima traccia. A quel punto si tornava a lavorare in gruppo e si proponevano modifiche, aggiunte, battute. Poi lo sceneggiatore scriveva la prima bozza, e si tornava a lavorare insieme. La sceneggiatura veniva riscritta ancora dopo che veniva letta e dopo che veniva mostrato il primo animatic, ed era possibile che vi fossero ulteriori modifiche durante la registrazione delle voci e dopo che le animazioni tornavano dalla Corea. A quel punto, se una battuta era sopravvissuta a tutto quel processo, era perché era davvero buona.

Scrivere le sceneggiature, costruirle, anche se non c’è moltissimo tempo tra una fase e l’altra, è effettivamente divertente. La cosa difficile de I Simpson è che per ogni episodio ci volevano dai sei agli otto mesi – dall’ideazione alla conclusione. Quindi se fai parte dello staff, ti ritrovi a lavorare sempre su almeno cinque-sei episodi in contemporanea, tutti a uno stadio di completamento diverso. Ti esaurisce, o almeno così era all’epoca. Probabilmente ora è il lavoro più facile del mondo! I giovani sceneggiatori dei Simpson di oggi non hanno idea di quanto era difficile all’epoca!

I personaggi che Swartzwelder amava scrivere di più:

Tutti noi avevamo dei personaggi preferiti. Un episodio sul Signor Burns era sempre divertente, per me. E Homer, ovviamente. Un po’ meno Patty e Selma. Ma tutti i personaggi di Springfield possono essere divertenti. Si tratta di dar loro qualcosa di divertente da dire.

Scopriamo poi che è stato Swartzwelder a inserire l’uso della parol “meh” nella serie:

Me ne prendo il merito. Sentii quella parola per la prima volta da Howie Krakow, il mio direttore creativo alla Hurvis, Binzer & Churchill, nel 1970 o 1971. Disse che era la parola più divertente del mondo. Non so quando è stata inventata, o da chi, ma ho l’impressione che fosse già molto vecchia quando me la disse Howie per la prima volta.

Il termine è stato utilizzato per la prima volta nel quinto episodio della sesta stagione, Telespalla Bob Roberts, e da allora è diventata mainstream, in uso nel linguaggio comune.

L’impatto della serie, secondo Swartzwelder, va oltre l’immaginario collettivo: è stato anche di carattere industriale. I Simpson ha infatti messo sotto una nuova luce gli sceneggiatori di televisione:

I Simpson fece qualcosa che pensavamo fosse impossibile: fece leggere i titoli di coda al pubblico. Da piccolo, leggevo il nome degli attori, forse del regista, tutto qui. Ora un’intera generazione di spettatori non solo conosce gli sceneggiatori, ma si chiedono anche come sono dal vivo! Vogliono sapere cosa pensiamo. Guardano dentro le finestre di casa nostra. È un progresso per il quale dobbiamo ringraziare I Simpson.

Swartzwelder faceva parte del primo team di sceneggiatori dei Simpson, dal 1987, e venne scoperto da Sam Simon, che leggeva la pubblicazione comica Army Man. In questi ultimi anni si è dedicato soprattutto alla scrittura di romanzi.

Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!