Il 25 giugno debutterà su Disney+ la serie La Misteriosa Accademia dei Giovani Geni, il progetto tratto dai romanzi scritti da romanzi scritti da Trenton Lee Stewart e Tony Hale sarà uno dei protagonisti nel doppio ruolo del Signor Benedict e del Dottor Curtain.  L’attore, coinvolto anche come produttore del progetto, ha presentato l’adattamento per il piccolo schermo rispondendo alle domande della stampa internazionale svelando le difficoltà affrontate sul set e cosa ha reso la sua esperienza davvero unica e memorabile.

Lo show racconta quello che accade quando, dopo aver vinto una competizione per una borsa di studio, quattro bambini prodigio vengono reclutati dal bizzarro Signor Benedict per una pericolosa missione per salvare il mondo da una crisi globale, conosciuta come L’Emergenza. Reynie, Sticky, Kate e Constance devono infiltrarsi nel misterioso Istituto per l’apprendimento della Veritas e dell’Illuminazione per scoprire la verità che si nasconde dietro la crisi. Quando il preside, il sofisticato Dottor Curtain, viene identificato come il probabile responsabile di questo panico mondiale, i ragazzi de Il Misterioso Club Benedict devono escogitare un piano per sconfiggerlo.
La Misteriosa Accademia dei Giovani Geni è interpretata da Tony Hale, Kristen Schaal, Ryan Hurst, MaameYaa Boafo, Gia Sandhu, Seth Carr, Emmy DeOliveira, Mystic Inscho e Marta Kessler.

Ecco cosa ci ha raccontato Tony Hale parlando della nuova serie La Misteriosa Accademia Dei Giovani Geni.

Nella serie hai il ruolo di due gemelli, come ti sei preparato a interpretare i personaggi?
Per me è stata una sfida divertente interpretare dei gemelli perché è qualcosa che non ho mai fatto prima, è stato davvero eccitante. Penso che quando devo interpretare un personaggio devo trovare qualcosa in cui mi riconosco. Interpretare i gemelli è stato quindi complicato perché dovevo interpretarli in contemporanea e in ognuno di loro dovevo trovare qualcosa che ha una risonanza su di me perché mi aiuta a rendere il personaggio più autentico e reale, invece che proporre invece solo un’idea di chi porto in scena.

Come è stata l’esperienza di lavorare con un cast che comprende degli attori così giovani?
Questi ragazzi – Seth Carr, Mystic Inscho, Emmy DeOliveira e Marta Kessler – sono così fantastici e divertenti con cui lavorare, ho un enorme rispetto per loro perché non solo stavano entrando nel cast di una grande serie e dovendo affrontare tutto quello che comporta un’esperienza simile, ma lo stavano inoltre facendo nel mezzo di una pandemia. Nessuno di noi poteva tornare a casa per cinque mesi e i loro genitori erano con loro e non potevamo trascorrere molto tempo insieme a causa del COVID. Hanno avuto un incredibile atteggiamento nell’affrontare tutto questo, nonostante fosse molto difficile.

La serie dà spazio anche al rapporto tra i giovani e un personaggio simile a un mentore che incoraggia e sostiene, nella tua vita c’è qualcuno che ha avuto questo ruolo e ti sostiene nella tua carriera?
Non una sola persona, molte persone che credo Dio abbia messo nel mio percorso per incoraggiarmi. Ho sempre detto alle persone che prima di iniziare una carriera si deve investire nella comunità perché è la comunità che ti continua a dare la forza di andare avanti. Questo lavoro comporta molti rifiuti e ti fa sentire molto insicuro alle volte, ma avere quella comunità intorno a te che ti spinge ad andare avanti è essenziale. Ho avuto molte persone nella mia vita che mi hanno aiutato ad andare avanti. Non lo conoscevo molto bene, ma credo che per me una fonte di ispirazione crescendo sia stato Tim Conway perché era un faro da seguire nel campo della comicità, non esagerava mai, era molto minuzioso e per me reale. Ho sempre pensato ‘Amo quello stile’. Per me è sempre stato una fonte di ispirazione a distanza.

Nella serie la storia prende il via con una crisi globale, come è stato portare in scena questi problemi durante una situazione internazionale davvero complicata?
Quando ho ricevuto la possibilità di girare lo show non era iniziata la pandemia, ho amato quello che proponeva la storia. La serie inizia con una crisi globale che causa paura e ansia e il mio personaggio, Mister Benedict riunisce questi quattro ragazzi per scoprirne la causa e questi ragazzini non hanno folli poteri magici, ma i loro superpoteri sono l’intelletto, la loro creatività ed empatia. Dopo l’anno che abbiamo passato questi sono i superpoteri! Queste sono le cose che fanno la differenza, il cambiamento. Mentre stavamo girando la serie è stato difficile non trovare costantemente dei paralleli con quello che stava accadendo nel mondo. Nei notiziari c’era così tanto caos e queste voci all’insegna dell’empatia e del sostegno sono emerse, sono queste le cose che importano realmente.

La serie si rivolge a un pubblico composta da tutta la famiglia, è cambiato in qualche modo il lavoro sul set rispetto agli altri progetti di cui sei stato protagonista?
I protagonisti sono dei ragazzini grandiosi, ho molto rispetto per loro. Anche lavorare in una serie young adult è stato fantastico. Ho lavorato molto nel campo dell’animazione in precedenza e quello che amo dei programmi per ragazzi e adolescenti sono le semplici verità e in questo show, in particolare, si dà spazio a come ti relazioni con le persone, come le consideri, come le tratti, sono degli aspetti davvero potenti. E amo lavorare con i giovani attori e l’energia che portano sul set. Non sono solo incredibilmente talentuosi, ma hanno un atteggiamento grandioso, sono sempre rispettosi e pieni di vita.

La misteriosa accademia dei giovani geni - Tony Hale

Lavorare alla serie La Misteriosa Accademia dei Giovani Geni durante la pandemia ha influenzato in qualche modo la tua interpretazione?
Per me è stato davvero facile trovare un parallelo tra quello che stava accadendo nel mondo e ciò di cui parla la storia, in particolare per quanto riguarda quella di Mister Benedict che stava cercando di trovare la verità in mezzo a tutto il rumore, il caos e la paura. E ci sono queste voci all’insegna della verità, della speranza che emergono superando l’angoscia, la paura e il rumore. Credo si tratti di una verità universale.

I romanzi alla base della serie sono molto amati e hanno tantissimi fan, come hai lavorato per portare in vita i personaggi rispettando l’opera originale e al tempo stesso offrire qualcosa di nuovo?
Ho letto il primo romanzo prima di iniziare le riprese della serie, quindi ho potuto vedere realmente le basi che Trenton Lee Stewart ha creato, e sono delle fondamenta davvero meravigliose. E poi Matt Manfredi e Phil Hay hanno adattato i romanzi ed è stato divertente lavorare con loro e proporre le mie idee, seguire tutto quel processo è divertente. Essendo degli attori siamo solo delle piccole fette di una torta che è fatta anche dal trucco, dalle acconciature, dai costumi, dalle luci, dalle inquadrature, dalle scenografie, dalle sceneggiature… Sono davvero eccitato all’idea che le persone possano vedere il mondo che tutti questi artisti hanno creato, di cui è stato divertente essere una piccola parte, lavorando davvero duramente e con grande impegno.

Come hai differenziato i due gemelli che interpreti?
Lavorare con la costumista Catherine Adair è stato incredibile e inoltre appena si entrava nell’ufficio di Curtain era una stanza davvero cupa e blu, piena di angoli, mentre quello di Mister Benedict aveva questi colori caldi, era accogliente, c’erano sfumature verdi e marroni, era uno spazio confortevole… Essendo un attore non puoi fare a meno di calarti in questi personaggi quando ti danno i costumi ed entri in questi spazi perché entri in questo mondo che è stato creato ed è stato davvero eccitante poterlo fare ogni giorno.

La Misteriosa Accademia dei Giovani Geni - Tony Hale

Quale è stato l’aspetto che hai amato di più nel realizzare la serie?
Probabilmente la mia parte preferita del girare la serie è stata vedere tutto quello che stavano facendo gli altri, gli oggetti di scena, i set, i costumi… Tutti hanno contribuito in modo incredibile e si veniva costantemente sorpresi dal loro contributo quotidiano sul set. E lo stesso per quanto riguarda gli script. Ho amato davvero molto quell’elemento legato alla sorpresa e ci sono poi degli elementi che mi entusiasmano e penso che gli spettatori ameranno, ovviamente l’avventura e l’eccitazione, ma anche il messaggio che propone. Anche se si è trattato di un anno davvero spaventoso, aspetti come la verità e l’empatia possono farsi strada nonostante tutto. Penso sia importante ricordarlo agli spettatori.

I giovani protagonisti della serie sono molto diversi tra loro, e c’è persino una presenza irresistibile come Constance Contraire, da giovane eri come qualcuno di loro?
Marta è davvero la più divertente, mi faceva sempre ridere. Penso di vedere qualcosa della mia personalità in ognuno dei personaggi, probabilmente ero un insieme di Reynie, Kate e Sticky... Non credo di aver avuto molto di Constance, forse internamente avrei voluto essere come lei, ma non sarei mai stato in grado di dire le cose che dice lei, anche da adulto.

Che tipo di rapporto si è stabilito con i tuoi giovani colleghi? Ti hanno chiesto consigli o, nonostante la tua grande esperienza, hai imparato qualcosa osservandoli sul set?
Sfortunatamente non abbiamo trascorso molto tempo insieme a causa del COVID, di solito abbiamo il tempo di conoscere i loro genitori, poter andare a cena con loro… Non abbiamo potuto farlo perché stavano, per fortuna, cercando di tenerci tutti al sicuro. Quando ho potuto parlare con loro sono rimasto semplicemente ispirato dalla loro energia, dal loro desiderio di mettersi alla prova… Ogni tanto mi hanno chiesto delle mie esperienze come attore, ma penso di essere stato più io a imparare da loro osservando il loro atteggiamento e il loro desiderio di lavorare a questa serie durante una crisi globale!

Nella serie si raccontano eventi che causano paura e angoscia, un po’ come quanto accaduto negli ultimi mesi. Hai spesso parlato della tua lotta contro l’ansia, che consigli daresti ai giovani in difficoltà?
Affronto da tempo l’ansia e faccio i conti con questa situazione praticamente da tutta la vita, quindi sono stato seguito da un terapista che mi ha dato molti strumenti per affrontare i momenti difficili che ho usato molto in questa annata. Una delle cose che mi ha aiutato di più è stata che quando mi ritrovo a pensare troppo a “cosa accadrebbe se…” mi dico che non è il momento e cerco di trovare un punto di appoggio nella situazione in cui mi trovo concentrandomi su quello che sto facendo, mi ricordo costantemente di essere presente. Uso poi l’espediente di attivare i cinque sensi: se sono davvero ansioso o mi faccio troppe domande mi impongo di pensare a cosa vedo, cosa sento, mi concentro sugli odori, sulle sensazioni, sui sapori… Fare cose di questo tipo permette di mantenere il controllo.