Agents of SHIELD 7×06 “Adapt or Die”: la recensione

Nel parlare con Sibyl ad un certo punto dell’episodio, Coulson accenna al tema del sacrificio. Per Sibyl i Chronicom sono superiori agli umani perché sono privi di paure, perché per loro il tempo non ha significato, perché la morte non rappresenta una sfida da affrontare. Ma Coulson la corregge, e le dice che la vera differenza tra le due specie non è la morte, ma il sacrificio, l’idea di dover rinunciare a qualcosa per un ideale o un bene superiore. Viene da sé che l’episodio di Agents of SHIELD Adapt or Die elabora molto questa idea in molte storyline.

L’episodio rappresenta la decisa prosecuzione del precedente, nel raccontare il completamento della missione della squadra negli anni ’70. Daisy è stata catturata insieme a Sousa, anche se il vero obiettivo di Malick rimane lei, Coulson e May rimangono intrappolati nella base, mentre spetta a Mack e Elena intervenire per salvare i genitori di lui. Tutte queste vicende proseguono all’unisono e si richiamano l’un l’altra, soprattutto durante il dialogo tra Coulson e Sibyl. Risultato è l’episodio più cupo e drammatico della stagione, ma forse anche uno dei più tristi di sempre per la serie Marvel.

Tutto l’episodio costruisce una progressione di momenti che potrebbero evolversi in modo più pacifico, ma che in ogni caso nascondono qualcosa di duro da mandar giù. Il momento peggiore è senza dubbio rappresentato dalla scoperta che effettivamente i genitori di Mack sono scomparsi, e che sono stati sostituiti da copie che hanno imparato a fingere emotività. L’episodio funziona qui perché si prende il suo tempo, costruisce vari momenti intimi, varie scene anche divertenti, prima di dire la verità. Mack e Elena non possono far altro che contrattaccare, ma la ricaduta emotiva su Mack sarà molto pesante.

Allo stesso modo Coulson dichiara che “la morte è il suo superpotere”, e sacrifica l’ennesima versione di sé. Ma anche questo sacrificio è qualcosa di atteso, nel momento in cui ogni personaggio della squadra è pronto a dare il massimo per riuscire o per proteggere gli altri. Sarà anche il caso di Jemma, che ha celato parte della propria memoria – è un segreto che condivideva con Enoch – per non rischiare di rivelare dove si trovi Fitz. La sofferenza di Daisy è più silenziosa, e l’intera storyline serve più a far risaltare Sousa. Un ennesimo salto temporale spinge ancora in avanti il gruppo, lo separa con la promessa di ritrovarsi.

AGENTS OF SHIELD 7X06 RECENSIONE