Agents of SHIELD 7×10 “Stolen”: la recensione

Dopo il sacrificio di Enoch della scorsa settimana, Agents of SHIELD conferma la corsa emotiva che ci accompagnerà fino al finale di serie. Non manca molto in effetti, e Coulson e gli altri sono sempre più coinvolti nel tentativo di impedire che le minacce di Malick e Sybil prendano il sopravvento. Quindi rieccoli, siamo sempre negli anni ’80, a cercare di impedire che la minaccia degli Inumani traviati o catturati da Nathaniel si sviluppi in qualcosa di molto pericoloso. Si dà un grande spazio ai legami familiari nell’episodio, intitolato Stolen, e c’è spazio per qualche momento emotivo.

Malick dà forma e sostanza ai suoi piani, ed è sempre più pericoloso. Jiaying e Gordon non possono far altro che fuggire e chiedere aiuto al gruppo. È così che Daisy scopre che Elena e May avevano incontrato sua madre durante la loro parentesi all’Afterlife, e gran parte della puntata è dedicata al confronto tra le due. Un confronto che ha sempre un sottotesto tragico, tanto per ciò che è già accaduto, quanto per ciò che accadrà. Questa è infatti la puntata in cui Malick sembra quasi inarrestabile, e una vaga vittoria finale non riscatta dagli altri sacrifici compiuti durante l’episodio. Quindi il senso della famiglia, con Daisy che si riavvicina a sua madre solo per perderla di nuovo, e intanto scopre di avere una sorella, Kora, che però è pericolosa.

Ma il senso di famiglia non è tutto qui. Simmons, che nel finale viene anche rapita, torna a parlare di Fitz nel riferimento settimanale obbligato al personaggio più atteso di sempre. Teme che i suoi messaggi siano indirizzati al nulla, che non ci sia più nulla da fare, ma Deke non la pensa così e, per altri canali, anche Malick alla fine le dice che Fitz sarà importante. In tutte le occasioni in cui il team vince, Fitz è determinante. Pertanto lo scopo di Malick ora è quello di trovarlo, ma non sarà solo in questo. Con lui c’è John Garrett, e qui va sottolineata l’intuizione davvero buona di farlo interpretare a James Paxton, figlio dello scomparso Bill Paxton che prestava il volto al personaggio.

Anche nell’apparizione di Garrett, Agents of SHIELD conferma una stagione fatta di riferimenti al passato, a ciò che è stato e che – con questa timeline così scombinata – rischia di non essere più. C’è l’Afetlife, l’Hydra, il passato dei personaggi e le più recenti minacce galattiche. E al centro rimane sempre il cuore di un gruppo unito contro i pericoli.

CORRELATO A AGENTS OF SHIELD 7X10 RECENSIONE