Sembra impossibile, ma sono passati quasi otto anni dall’uscita di quella perla videoludica che risponde al nome di The Last of Us. Otto anni da quando Naughty Dog è riuscita a riscrivere la narrativa videoludica applicata a una tipologia di racconto che sembrava aver raggiunto il proprio apice con The Walking Dead.

La storia di Joel ed Ellie, due personaggi apparentemente molto diversi, ma con numerosi punti in comune, ha saputo coinvolgere i videogiocatori di tutto il mondo sin dal prologo. Quel prologo tanto potente da strozzare in gola il fiato del pubblico, sempre troppo poco abituato a dialoghi scritti alla perfezione e a una regia funzionale al gioco, ma con quella forte dose di cinema che caratterizza lo studio californiano. Tutta l’opera è poi rivestita da un comparto tecnico semplicemente eccezionale, a partire dalla modellazione poligonale sino ad arrivare al sound design.

Un’attenzione al particolare che si è riversata anche nel doppiaggio italiano, tra i migliori mai realizzati e con alle spalle un metodo di lavorazione ben lontano dal resto dell’industria videoludica. Niente registrazioni senza alcuna immagine, modalità che costringe i doppiatori a seguire solamente la traccia sonora. Tutto era già presente a schermo, per fare in modo che gli attori vocali riuscissero a entrare al meglio nei panni dei propri alter-ego digitali. The Last of Us è la prova di quanto i videogiochi possano puntare ad attrarre un pubblico variegato, permettendo a un linguaggio tanto meraviglioso di raggiungere anche coloro che non hanno mai stretto un pad tra le proprie mani.

 

 

Eppure, nonostante la modernità dell’opera targata Naughty Dog, sembra che Sony abbia deciso di realizzare un remake per portare la qualità tecnica al livello di PlayStation 5.

La notizia è stata recentemente riportata sul web da un report di Jason Schreier, noto giornalista legato al mondo dei videogames e da sempre in grado di fornire anticipazioni molto importanti. A questo punto, però, è impossibile evitare di porgersi una domanda: ce n’era davvero bisogno?

The Last of Us è un titolo ancora attuale in tutti i suoi aspetti, compreso quel profilo grafico che ha ricevuto anche l’aiuto di una Remastered per raggiungere i 4K e i 60 fotogrammi al secondo. Per quanto sia chiaro a tutti che il secondo capitolo vanti un notevole balzo tecnico in avanti, ha senso “bloccare” gli sviluppatori per dei modelli più dettagliati e per delle animazioni migliorate?

Ci siamo spesso posti questa domanda durante gli scorsi giorni, trovando in verità molteplici risposte. La prima, quella di pancia, ribadiva la totale inutilità di questo remake, ma pian piano ci siamo messi anche nei panni di un diverso tipo di videogiocatore. Ci siamo messi nei panni di chi, tra un paio d’anni, vedrà la serie tv prodotta da HBO e vorrà esplorare la versione della storia che ha ispirato lo show. In quel caso, soprattutto se lontano dal mondo videoludico, il giocatore vorrà mettere le mani sul prodotto più vicino possibile al linguaggio cinematografico della serie. Ecco che, quindi, troverà a sua disposizione questo remake, perfetto per fare da ponte tra un media e l’altro.

 

 

Nonostante ciò, chi vi scrive è ancora convinto che si tratti di una manovra molto furba a livello commerciale, ma decisamente poco ispirata dal punto di vista artistico. Si tratta del modo migliore per poter guadagnare dei soldi con il minor dispendio economico possibile. Il gioco è già pronto, impacchettato e completo, con la “sola” necessità di aggiornare il comparto grafico. E poco importa se si parla di otto anni di distanza dal titolo originale. The Last of Us venderà comunque e saprà sempre attirare una nuova fetta di pubblico. Lo ha fatto nel 2013, attirando utenti lontani dai videogames, e lo farà anche tra due anni, con alle spalle la potenza della trasposizione HBO.

Nonostante il nostro parere iniziale sul remake, ammettiamo di essere noi stessi la prova del motivo per il quale questa si rivelerà essere un’ottima mossa di marketing. La passione che ci lega all’opera di Naughty Dog ci spinge già ora ad affermare che, al lancio, usciremo dal nostro negozio di fiducia con la copia di questo titolo in mano. Perché ci conosciamo: siamo capaci di criticare le notizie con estrema facilità, ma la verità è che l’annuncio di questo remake ci fa arrabbiare per un motivo ben preciso. Ci fa arrabbiare perché non vorremmo cadere nelle trappole delle software house, ma lo facciamo comunque. Con tutti e due i piedi. Dopo aver acquistato il titolo originale e anche la succitata remastered per PlayStation 4. 

Insomma: il remake di The Last of Us ci fa arrabbiare perché ci ricorda quanto siamo deboli.