BadMemories: The Last of Us e l’inspiegabile necessità di un remake | Speciale
Secondo un recente report, Naughty Dog sarebbe al lavoro su un remake del primo The Last of Us per PlayStation 5
La storia di Joel ed Ellie, due personaggi apparentemente molto diversi, ma con numerosi punti in comune, ha saputo coinvolgere i videogiocatori di tutto il mondo sin dal prologo. Quel prologo tanto potente da strozzare in gola il fiato del pubblico, sempre troppo poco abituato a dialoghi scritti alla perfezione e a una regia funzionale al gioco, ma con quella forte dose di cinema che caratterizza lo studio californiano. Tutta l’opera è poi rivestita da un comparto tecnico semplicemente eccezionale, a partire dalla modellazione poligonale sino ad arrivare al sound design.
Eppure, nonostante la modernità dell’opera targata Naughty Dog, sembra che Sony abbia deciso di realizzare un remake per portare la qualità tecnica al livello di PlayStation 5.
La notizia è stata recentemente riportata sul web da un report di Jason Schreier, noto giornalista legato al mondo dei videogames e da sempre in grado di fornire anticipazioni molto importanti. A questo punto, però, è impossibile evitare di porgersi una domanda: ce n’era davvero bisogno?
Ci siamo spesso posti questa domanda durante gli scorsi giorni, trovando in verità molteplici risposte. La prima, quella di pancia, ribadiva la totale inutilità di questo remake, ma pian piano ci siamo messi anche nei panni di un diverso tipo di videogiocatore. Ci siamo messi nei panni di chi, tra un paio d’anni, vedrà la serie tv prodotta da HBO e vorrà esplorare la versione della storia che ha ispirato lo show. In quel caso, soprattutto se lontano dal mondo videoludico, il giocatore vorrà mettere le mani sul prodotto più vicino possibile al linguaggio cinematografico della serie. Ecco che, quindi, troverà a sua disposizione questo remake, perfetto per fare da ponte tra un media e l’altro.
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Nonostante ciò, chi vi scrive è ancora convinto che si tratti di una manovra molto furba a livello commerciale, ma decisamente poco ispirata dal punto di vista artistico. Si tratta del modo migliore per poter guadagnare dei soldi con il minor dispendio economico possibile. Il gioco è già pronto, impacchettato e completo, con la “sola” necessità di aggiornare il comparto grafico. E poco importa se si parla di otto anni di distanza dal titolo originale. The Last of Us venderà comunque e saprà sempre attirare una nuova fetta di pubblico. Lo ha fatto nel 2013, attirando utenti lontani dai videogames, e lo farà anche tra due anni, con alle spalle la potenza della trasposizione HBO.
Insomma: il remake di The Last of Us ci fa arrabbiare perché ci ricorda quanto siamo deboli.