Nel meraviglioso Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze si è svolta la prima conferenza stampa mondiale di Inferno, terza avventura cinematografica di Robert Langdon dall’omonimo best-seller firmato Dan Brown datato 2013.
Moderati da Francesco Castelnuovo sono intervenuti Tom Hanks (Robert Langdon), Ron Howard (regista), Felicity Jones (Dr. Sienna Brooks), Omar Sy (Christoph Bruder), Irrfan Khan (Harry Sims ‘Il Rettore’), Dan Brown (scrittore).

Il vostro rapporto con Firenze e la cultura?

Ron Howard: Come regista non ci potrebbe essere città più bella. Per un thriller contemporaneo è perfetta: c’è mistero, bellezza e tante domande che ti provengono dalla sua lunga storia. Per un regista come me è il massimo.

Dan Brown: Mi affascinano l’arte e l’architettura. Firenze, da questo punto di vista, è un museo a cielo aperto. Mi piacciono i misteri e i segreti e quando ho conosciuto Maurizio Seracini (bioingegnere dell’Università della California, N.d.R.) mi si è letteralmente aperto un mondo. Il suo lavoro mi ha aiutato a capire che avevo trovato qualcosa di importante.

Tom Hanks: L’umanità è ignorante da secoli e abbraccia l’ignoranza da secoli. L’innalzamento culturale e la scolarizzazione sono qualcosa di molto, molto difficile. L’ignoranza nel mondo di oggi è molto pericolosa. Siamo circondati da problemi complessi a partire dal Medio Oriente. Non devi per forza leggere i giornali in Usa o in Italia per capire cosa sta succedendo. Mi sembra ci sia sempre più caos. Se leggi però Dan Brown scopri che il mondo è stato sempre pieno di massacri e difficoltà. Soluzioni? Non so proprio come io possa risolvere qualcosa.

Cosa amate di più?

Irrfan Khan : Ho capito con il tempo di amare sempre di più l’importanza del raccontare in relazione al mio mestiere. Da giovane volevo fare l’attore per essere famoso. Ora la fama per me non ha più alcun valore. Mi sembra finta e senza senso. Mi interessa sempre di più l’esperienza del costruire una storia. Condividerla con il pubblico è molto importante per me.

Felicity Jones: Ciò che amo di più è lavorare con persone brillanti di cui mi posso fidare. Amo prendere dei rischi insieme alle persone con cui lavoro.

Omar Sy: Amo la fiducia nell’altro citata da Felicity. Quando ero a scuola non ero né concentrato né disciplinato e ora che faccio questo lavoro ho la possibilità di imparare tante cose. È stata una grande masterclass qui a Firenze per me!

Ron Howard: Lavoro da quando sono bambino come attore. È un viaggio senza fine. Ciò che amo di più è usare tutti gli strumenti possibili per intrattenere il pubblico. Mi interessa eccitarlo, commuoverlo e capire sempre nuovi strumenti per coinvolgerlo.

Tom Hanks: Ci ricordiamo più le storie che ci hanno emozionato che non lezioni a scuola o fatti storici. Le storie che ci raccontavano attorno al fuoco. Questo è quello che amo.

Dan Brown: Faccio un lavoro diverso da loro. La cosa che amo più del mio lavoro è imparare sempre qualcosa di nuovo. Punto. inferno

Differenze tra libro e film?

Dan Brown: Il libro nasce dalle statistiche che lessi qualche anno fa riguardo la sovrappopolazione. L’ambiente ne subisce le conseguenze. I tanti problemi di oggi derivano dalla sovrappopolazione. Il finale del film è diverso dal libro ma questo è interessante perché mi piace sempre vedere come le mie storie possono cambiare attraverso il punto di vista di un altro. L’adattamento non può essere mai troppo fedele a un romanzo altrimenti i film durerebbero dei giorni. Lo spirito del libro è stato pienamente rispettato e sono assolutamente grato a Ron per questo.

Qual è la vostra idea di Inferno?

Ron Howard: Dante Alighieri ha creato l’immagine più forte e resistente di Inferno. Dante ci ha dato il vocabolario visivo per tutti gli horror che abbiamo visto fino ad oggi.

Tom Hanks: Il mio Inferno è quello creato sulla Terra. Dante ci portava sotto terra mentre noi abbiamo usato il mondo reale. L’uomo lo ha creato sulla Terra. Questo è quello che è l’inferno per me.

Dan Brown: La mia idea dell’Inferno è scrivere un libro… e non sapere come finirlo.

Esperienza infernali?

Tom Hanks: Son un uomo fortunato, non ho avuto esperienze infernali e posso dire di aver avuto una buona vita. Certo… a volte capita di svegliarsi alle 3 del mattino, guardarsi allo specchio e pensare: “Che cosa diavolo è successo?” (il gioco di parole in inglese è più divertente e coerente con l’aggettivo infernale vista l’espressione idiomatica: “What the hell happened?!”, N.d.R.)

Ci sono riferimenti a Berlusconi per quanto riguarda la battuta su una possibile relazione tra Langdon e una donna molto più giovane di lui?

Ron Howard: Non è stato girato mai nulla pensando specificamente a una persona.

Quando scrive un libro, ormai, ha sempre Tom Hanks in testa come Robert Langdon?

Dan Brown: Penso a Tom sempre ma questo a prescindere dallo scrivere dei libri. A parte gli scherzi… per me è sempre stato un onore. Non avevo in mente nessuno nei panni di Robert Langdon quando ho scritto Il Codice Da Vinci ma quando ho saputo che Tom Hanks poteva interpretarlo… mi sono sentito semplicemente grato e fortunato.

Come ti senti a interpretare Langdon da così tanti anni?

Tom Hanks: Il ruolo mi ha sempre dato l’opportunità di essere l’uomo più in gamba in circolazione. Grazie a Langdon… posso convincervi di essere l’uomo più colto in questa stanza. Robert è sempre curioso e sempre in cerca di risposte. È stato ed è un vero piacere. Sono io che devo ringraziare Dan Brown. Questi libri sono una vera e propria benedizione per me. Sono difficili da fare e da adattare. Ma è sempre un piacere e una gioia soprattutto quando giri a Firenze, a Venezia… o anche davanti a un green screen al posto di Istanbul.

Ci parlate del modo di interpretare i vostri personaggi (domanda riferita a Sy, Khan e Jones)?

Omar Sy: Io di solito faccio un ragazzo che sorride spesso e possiede una leggerezza esistenziale. Inferno è il mio primo film in cui sono sempre serio e con una voce molto diversa dal solito. È stato bello e devo ringraziare Ron per questo. Dovevo contenere il mio sorrisone… ed è stato molto difficile perché mi trovavo a vivere uno dei momenti più belli ed esaltanti della mia vita.

Felicity Jones: Siamo stati accolti nella comunità di DanTom e Ron. Abbiamo corso molto ma è stato bello lanciarsi per questi bellissimi corridoi italiani. Sienna è una donna determinata. È anche un’incredibile giocatrice di scacchi.

Irrfan: Nel mio lavoro devi sempre cercare di fare qualcosa di eccitante. La sceneggiatura era così complessa che ho dovuto ricorrere all’aiuto dell’autore del copione David Koepp per avere delle delucidazioni. Del mio personaggio mi piace lo humour.

 

 


 

 

Scritto da David Koepp e prodotto da Ron Howard e Brian Grazer, il film uscirà il 14 ottobre 2016.

Il premio Oscar® Ron Howard torna a dirigere l’ultimo bestseller della serie di Dan Brown (Da Vinci Code) che ha per protagonista Robert Langdon, Inferno, in cui il famoso simbolista (interpretato ancora da Tom Hanks) questa volta è sulle tracce di una serie di indizi legati al grande poeta Dante. Quando Langdon si risveglia in un ospedale italiano colpito da amnesia, si affida al medico Sienna Brooks (Felicity Jones) per recuperare i suoi ricordi. In una corsa contro il tempo che ha per sfondo tutta l’Europa, cercheranno di sventare un mortale complotto.

Nel cast Tom HanksFelicity Jones , Sidse Babett KnudsenOmar Sy, Irrfan Khan e Ben Foster.