George Romero è morto all’età di 77 anni.

A dare notizia del trapasso del leggendario regista americano è stato il suo socio in affari Peter Grunwald con una dichiarazione rilasciata al Los Angeles Times.

Romero, nato a New York City il 4 febbraio del 1940 da padre cubano di lontane origini spagnole e da madre statunitense di origini lituane, è morto dopo una breve ma spietata battaglia contro un cancro ai polmoni e, stando a quando riportato da Grunwald, sarebbe deceduto con a fianco i suoi cari, la moglie Suzanne Desrocher Romero e la figlia Tina Romero, ascoltando la colonna sonora di uno dei suoi film preferiti, Un Uomo Tranquillo (John Ford, 1952).

La leggenda di George A. Romero comincia nel 1968, anno di uscita di La Notte dei Morti Viventi (in Italia sarebbe arrivato nel 1970), pellicola capace di rivoluzionare non solo e non necessariamente il genere horror: per la prima volta gli zombie non avevano nulla a che fare con rituali vudù o pratiche stregonesche, ma erano “figli” di un virus, il protagonista era il nero Duane Jones in anni in cui vedere un uomo non bianco come personaggio principale di un lungometraggio era pura sci-fi ed è stato un vero e proprio antesignano dei film low budget “guerrilla style”. Negli anni la pellicola, accolta inizialmente in maniera scandalizzata da alcune testate come ad esempio Variety, è stata interpretata nelle maniere più disparate: allegoria della Guerra in Vietnam, della Guerra Fredda, del razzismo negli Stati Uniti.

L’influenza esercitata dal film sugli altri media è stata immensa: basterebbe citare Shinji Mikami, il regista e ideatore della saga videoludica di Resident Evil, che non ha mai nascosto di essere stato influenzato dal film di Romero, il “nostro” Dylan Dog o in tempi più recenti, i fumetti e la serie tv di The Walking Dead. Serie che, però, il regista ha sempre criticato più o meno aspramente.

Nel 2011, ad esempio, aveva avuto modo di spiegare perché non avesse accettato di dirigere un episodio di The Walking Dead:

Amo i libri, ma non ho visto neanche un episodio della serie. Statemi a sentire, adoro i film di Frank Darabont e so che ha fatto un buon lavoro con The Walking Dead, ma non ho guardato alcuna puntata perché i miei zombi sono qualcosa di personale. Non volevo prendere parte a questo progetto anche se i produttori mi hanno proposto di dirigere degli episodi. Era semplicemente qualcosa che non mi apparteneva. I miei zombi sono un autentica calamità. E’ Dio che ha cambiato le regole del gioco e qualcosa di terribile comincia ad accadere (…) Li uso come allegoria di fatti sociali (…) Ora c’è una sorta di rivoluzione zombi (…) Eppure, se consideriamo che il solo film di morti viventi ad aver superato i 100 milioni al box office è stato Zombieland (cosa inesatta, considerato che il remake dell’Alba dei Morti Viventi di Zack Snyder ha superato anch’esso la soglia dei 100 milioni di $, ndr), penso di aver influenzato più che altro i videogame che, messi insieme, hanno venduto decine di milioni di copie.

Celebri le sue collaborazioni artistiche con altre leggende dell’universo horror come Dario Argento (Zombi, Due Occhi Diabolici) o Stephen King (Creepshow e Creepshow 2).

A seguire l’elenco completo della sua cinematografia in qualità di regista:

  • La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead, 1968)
  • There’s Always Vanilla (1971)
  • La stagione della strega (Season of the Witch, 1972)
  • La città verrà distrutta all’alba (The Crazies, 1973)
  • Wampyr (Martin, 1977)
  • Zombi (Dawn of the Dead, 1978)
  • Knightriders – I cavalieri (Knightriders, 1981)
  • Creepshow (1982)
  • Il giorno degli zombi (Day of the Dead, 1985)
  • Monkey Shines – Esperimento nel terrore (Monkey Shines, 1988)
  • Due occhi diabolici (Two Evil Eyes), co-regia con Dario Argento (1990)
  • La metà oscura (The Dark Half, 1993)
  • Bruiser – La vendetta non ha volto (Bruiser, 2000)
  • La terra dei morti viventi (Land of the Dead, 2005)
  • Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi (Diary of the Dead, 2007)
  • Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti (Survival of the Dead, 2009)

Ne approfittiamo per riproporvi la nostra intervista a Dario Argento e a Nicolas Winding Refn realizzata allo scorso Festival di Venezia, in occasione del lancio della versione restaurata di Zombi:

 

 

Non possiamo non salutare il Maestro senza riproporvi proprio il cult che ha insegnato a tutti noi come trattare con i non-morti… mirando in mezzo agli occhi.