X-Men - Giorni di un futuro passato... a leggere!
Cosa passa per la testa di un appassionato degli X-Men alla vigilia dell'uscita di Giorni di un futuro passato?
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Eravano nel pieno della fanciullezza fumettistica, quando in Italia compariva Days of a Future Past, il ciclo scritto da Chris Claremont e disegnato da John Byrne, che fa da ideale ispirazione per il film che sta per invadere le nostre sale. Se non sapete di che parla, in questi giorni troverete recensioni e contributi che si occupano principalmente del fumetto. Riassumendo moltissimo, la storia è quella di un futuro in cui i mutanti sono nell'angolo. Cacciati, sterminati, segregati. Pochissimi X-Men invecchiati e sopravvissuti riescono ad inviare la coscienza di Kate, non più Kitty, Pryde nel passato, in maniera che possa prendere possesso del suo corpo giovanile e impedire l'omicidio del senatore Kelly, uno dei più fieri avversari politici della razza degli homo superior. Evitando quest'evento, si cambierà il corso del tempo: niente isteria, niente repressione dei mutanti per rappresaglia, la speranza di una convivenza, per quanto difficile, con gli umani ancora in vita.
Partiamo da una considerazione: pochissimi, ci pare di poter azzardare, considerano Giorni di un futuro passato la loro storia mutante preferita di tutti i tempi. Un empirico sondaggio, probabilmente, vi porterebbe a una quasi schiacciante vittoria del ciclo di Fenice Nera, con una presenza non trascurabile dell'arco narrativo di Grant Morrison, una componente più tamarra che porrà innanzi Age of Apocalypse e molti che citeranno storie sparse di Claremont, come Massacro Mutante. Tuttavia, è quasi impossibile trovare un lettore che parli male di Giorni di un futuro passato. Si tratta di una storia amatissima, emozionante, e memorabile per tanti motivi.
Il secondo e fondamentale motivo per ricordare Days of a Future Past è la sua importanza narrativa. Con quel ciclo, di fatto, Claremont ha dato il via e ha posto le basi per una caratteristica che avrebbe accompagnato le testate mutanti per lunghissimo tempo: quella che ha reso gli X-Men, con la sola possibile eccezione dei Fantastici Quattro, il gruppo maggiormente coinvolto in viaggi nel tempo, realtà alternative, versioni parallele e distopiche dell'universo Marvel. Grazie a quel ciclo, sarebbe sbarcata Rachel Summers, figlia di Ciclope e Jean da una linea temporale alternativa; la nascita e la crescita del personaggio di Cable non avrebbero avuto lo stesso significato senza di esso; l'arrivo di Alfiere, dieci anni esatti dopo il viaggio temporale di Kitty, avrebbe avuto tutto un altro sapore, e così il ciclo dell'Era di Apocalisse e tutto quel che ne sarebbe seguito. Persino le attuali vicende, ad esempio quelle di un giovane Scott Summers prelevato dal suo tempo per venire catapultato nell'attuale presente Marvel, sono consapevolmente debitrici di quello storico ciclo che oggi dà il titolo ad una pellicola cinematografica. Chi di noi, quando Legione viaggiò a ritroso nel tempo, uccidendo per sbaglio Charles Xavier e consegnando il mondo a En Sabah Nur, non vi ha visto un oscuro e deformato riflesso del viaggio nel passato di Kate?

