DC Comics: Frank Miller vuole raccontare una storia sulle radici ebraiche di Superman
Superman sarebbe profondamente radicato nella cultura ebraica, secondo Miller, che vorrebbe scriverne una storia in cui si confronta con la Shoah
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Originariamente, Superman era un personaggio che doveva essere in grado di prendere i leader militari per la collottola, da una parte e dall'altra dei conflitti armati, e farli incontrare forzatamente per sistemare le cose. La sua storia è connessa alla Seconda Guerra Mondiale ed è in quel contesto che mi piacerebbe metterlo. Superman deve poi confrontarsi con le proprie origini ebraiche. Mi piacerebbe mostrarlo di fronte alla tragedia dei campi di sterminio.
Il riferimento è, in parte, all'identità etnica e religiosa di Jerry Siegel e Joe Shuster, i creatori di Superman, che erano ebrei come moltissimi autori di fumetto del passato. Siegel, nei suoi appunti dell'epoca, pensava di scrivere le storie di Superman come un'allegoria dell'antisemitismo e vedeva Clark nei panni di un moderno Sansone.
Una cosa è certa: Miller non è nuovo a progetti controversi. Tuttavia, non sempre i risultati sono stati considerati all'altezza, dal punto di vista narrativo ed artistico, degli argomenti toccati e sentir parlare di un Superman che si confronta con la Germania nazista nei panni di campione del Popolo Eletto non può che richiamare alla mente l'esperienza di Sacro Terrore, opera poco potabile per pubblico e critica, schiacciata dal peso delle visioni politiche dell'autore.
