Gomorra - La serie: la recensione del quinto e sesto episodio
Gomorra - La serie torna con due episodi intensi e curati, che allargano ancora di più la vicenda
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La serie prodotta da Sky e Fandango assume sempre più forma, nell'approccio stesso con cui si avvicina alla materia. Un approccio che quindi ribalta completamente la strada seguita dal film, e che consapevolmente ha scelto di escludere una vicenda corale in cui tutte le storie avanzano insieme mostrandoci varie sfaccettature tutte insieme. Al contrario il collante qui non è l'ambiente, ma la storia centrale, che di volta in volta spazia in contesti e situazioni diverse, costruendo episodi o blocchi di episodi che non è sbagliato definire tematici. L'intreccio ne risulta semplificato e le vicende molto frettolose – a volte troppo – ma è comunque una scelta intelligente e coerente con il materiale di partenza.
Il sesto episodio, nel quale ritorna la mano di Stefano Sollima, ha un respiro più internazionale. La produzione si sposta in Spagna, a Barcellona per la precisione, per raccontare la pericolosa trasferta di Ciro, costretto da Immacolata a riallacciare i contatti con il clan di Conte. L'uomo, evidentemente ancora risentito dell'attentato subito nel primo episodio della stagione, ripagherà Ciro con la stessa moneta abbandonandolo in mare aperto. Una volta pareggiati i conti, si procederà a formalizzare gli accordi, non senza prima fare una lunga e pericolosa deviazione dai russi, con i quali Conte ha alcuni problemi di gestione e spartizione del territorio. Intanto Genny, dopo aver scaricato l'odiosa fidanzata Noemi, si prepara a partire per l'Honduras per una missione di uguale, se non superiore, importanza.
Si tratta di una puntata più carica d'azione e momenti di tensione del solito, un episodio nel quale Marco d'Amore è quasi protagonista assoluto, nel quale, coerentemente con l'approccio che si diceva all'inizio, la serie allarga i propri orizzonti mettendo in luce senza didascalismi i collegamenti internazionali nei traffici illeciti. Vale la pena, in entrambe le puntate, sottolineare le belle musiche dei Mokadelic, una volta tanto non schiacciate dalla musica neomelodica. Per il resto Gomorra – La serie rimane sempre simile a se stessa: una serie tecnicamente ottima, curata, probabilmente troppo semplice e d elementare nei suoi sviluppi, ma sempre in grado di regalare un ottimo intrattenimento.